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I guadagni si sono ridotti in mattinata alla Borsa svizzera, parallelamente alla pubblicazione dell'indice che misura la fiducia dei manager delle imprese manifatturiere europee, sceso inaspettatamente a 44,1 punti, contro i 45,2 previsti. Poco dopo le 11.30 il listino principale SMI segna 6183,33 punti, in aumento dello 0,05%. L'indice allargato SPI è a quota 5726,39 (+0,04%).

Di stamane la notizia della revisione da stabili a negative da parte di Moody's delle prospettive del rating di Germania, Olanda e Lussemburgo. Di fronte alla crisi debitoria e alla congiuntura internazionale gli investitori sono incerti. D'altro canto l'indice cinese dei responsabili degli acquisti calcolato dalla banca HSBC è passato a 49,5 punti da quota 48,5 in giugno, hanno commentato gli operatori.

A Zurigo il titolo Swatch Group, che ha comunicato oggi risultati semestrali migliori delle previsioni, segna un balzo del 2,54%. Il gruppo orologiero ha realizzato un fatturato di 3,8 miliardi di franchi, il 14% in più dello stesso periodo del 2011. L'utile netto è cresciuto del 25% a 724 milioni, mentre quello operativo è passato da 756 a 903 milioni. Anche Richemont, altro produttore di beni di lusso, registra un incremento marcato (+1,15%).

Fra gli altri titoli guida si sta mettendo in evidenza Actelion, che avanza del 2,15%. ABB, che ha ottenuto una nuova commessa da 100 milioni di dollari dall'Oman, segna un incremento dell'1,08%.

I due giganti bancari continuano a risentire della crisi del debito della zona euro. Il Credit Suisse scende dello 0,91%, l'UBS dello 0,15%. Julius Bär, già in controtendenza ieri dopo il bilancio semestrale, sale dello 0,60%. Deboli gli assicurativi con Zurich che perde l'1,74% e Swiss Re lo 0,51%. Zurich risente del lieve peggioramento del giudizio da parte del Credit Suisse, secondo i broker.

Quanto ai pesi massimi difensivi, Nestlé sale dello 0,17%, mentre Novartis (-0,09%) e Roche (-0,12%) sono sotto la parità. Nell'indice allargato Micronas, che ha pubblicato oggi i dati sul primo semestre, cresce del 3,77%. Alpiq, che ha comunicato la disdetta improvvisa di un contratto di fornitura di elettricità a due sue filiali da parte di un produttore statale romeno, registra una contrazione del 2,84%.

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SDA-ATS