Dopo un'apertura in lieve rialzo la borsa svizzera ha virato in negativo: alle 11.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 10'649,39 punti, in flessione dello 0,20% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,12% a 12'899,36 punti.

Un operatore parla di un'atmosfera tendenzialmente attendista. La firma della prima fase dell'accordo commerciale fra Cina e Stati Uniti è considerata una tregua, non la soluzione dei problemi: pochi scommettono su ulteriori rapidi progressi.

Sul fronte interno a far discutere è una volta ancora il rafforzamento del franco: vi sono esperti che pensano già a un corso dell'euro di 1,05. A livello di singoli titoli sotto pressione è Geberit (-4,77%), che ha presentato il fatturato 2019: per il terzo anno di seguito l'azienda ha fallito il suo obiettivo di crescita, ha osservato un commentatore.

In difficoltà è anche Adecco (-2,24%), che ieri era stata sostenuta da un giudizio di analisti. Male orientati sono pure altri valori particolarmente sensibili ai cicli economici come ABB (-0,78%), LafargeHolcim (-0,76%) e Sika (-0,62%). Nel segmento del lusso Swatch (-0,89%) e Richemont (-1,28%) soffrono per un'analisi di Deutsche Bank che sottolinea i problemi legati alle proteste a Hong Kong.

Perdite vengono mostrate anche dai bancari UBS (-0,95%) e Credit Suisse (-0,93%). Marciano invece praticamente sul posto gli assicurativi Zurich (+0,11%), Swiss Life (-0,21%) e Swiss Re (+0,05%). Cercano di trainare il listino Nestlé (+0,23%) e Roche (+0,44%), mentre si defila il terzo peso massimo difensivo, Novartis (-0,39%).

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