ZURIGO - Dopo aver aperto al rialzo ed essersi mantenuta a lungo in positivo la borsa svizzera è virata al ribasso nel primo pomeriggio: alle 15.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 6610,94 punti (-0,25% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in flessione dello 0,12% a 5714,15 punti.
Come le altre piazze europee il mercato era rimasto in un primo tempo influenzato dall'ottimo trimestrale reso noto dal gigante tecnologico americano Intel. A raffreddare gli animi sono poi giunti i dati di JP Morgan, i primi di una banca Usa: sebbene l'istituto abbia quadruplicato gli utili nel quarto trimestre, battendo le stime degli analisti, l'attenzione si è concentrata sulle perdite nelle attività retail e carte di credito. Un certo recupero vi è stato però dopo le indicazioni sull'inflazione Usa in dicembre, inferiore alle attese.
Anche in Svizzera nel frattempo è cominciata la stagione dei risultati d'esercizio: SGS (+1,98%) è stata oggi la prima blue chip a presentare le sue cifre, risultate in linea con le previsioni degli analisti.
Penalizzati da JP Morgan e forse anche dai piani di Barack Obama per una tassa straordinaria sono i bancari UBS (-1,33%) e Credit Suisse (-1,11%), mentre Julius Bär (-0,61%) se la cava meglio. Fra gli assicurativi sono deboli Swiss Life (-1,33%) e Swiss Re (-0,78%), mentre sopra la linea si muove Zurich (+0,90%).
Per quanto riguarda i titoli ciclici vanno a braccetto ABB (+0,29%) e Holcim (+0,31%), mentre sul fronte dei difensivi a trainare il listino vi è solo Roche (+0,88%), che fatica però a compensare le flessioni di Novartis (-0,91%) e Nestlé (-0,12%). Il comparto del lusso si presenta poco coeso, con Swatch (+1,35%) più tonica di Richemont (-1,17%).
Nel mercato allargato va segnalata Inficon (+7,39%), che ieri sera ha rivisto al rialzo le previsioni per il quarto trimestre 2009.

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