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Borsa svizzera: virus e petrolio schiacciano listini, SMI -5,55%

Lunedì nero oggi alla borsa svizzera. KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA BELLA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 marzo 2020 - 17:47
(Keystone-ATS)

L'epidemia di coronavirus e il tonfo del prezzo del petrolio hanno fatto sprofondare la borsa svizzera, protagonista di un vero e proprio lunedì nero. L'indice guida SMI ha chiuso perdendo il 5,55% a 9196,60 punti e quello allargato SPI il 5,31% a 11'248,96 punti.

Il Covid-19 ha fatto colare a picco i mercati mondiali, mandandoli nel panico: in un'Italia letteralmente paralizzata, Piazza Affari è arrivata a lasciare sul terreno ben oltre il 10%. Poco meglio è andata a Wall Street, che ha aperto cedendo più del 7%, il che ha portato a una sospensione delle contrattazioni - secondo le regole - di quindici minuti. Lo stop temporaneo agli scambi è stato il primo dal dicembre 2008.

A peggiorare ulteriormente un contesto già difficilissimo ci ha pensato la caduta libera - oltre il 30% - del prezzo del petrolio, la peggiore dai tempi della guerra del Golfo (1991). Il crollo delle quotazioni del greggio è stato innescato da Arabia Saudita e Russia, che hanno fatto saltare il vertice Opec+.

Sul fronte interno, nessuno è stato risparmiato dalle pesanti perdite. Particolarmente disastrosa la giornata dei bancari Credit Suisse (-12,86% a 8.548 franchi) e UBS (-10,42% a 8.842 franchi), i peggiori del listino zurighese. Nello stesso comparto finanziario rosso acceso pure per gli assicurativi Zurich Insurance (-9,42% a 334.70 franchi), Swiss Re (-8,20% a 81.68 franchi) e Swiss Life (-7,93% a 395.80 franchi).

Sono riusciti tutto sommato a limitare i danni Nestlé (-3,14% a 97.96 franchi) e Novartis (-4,07% a 76.04 franchi), mentre peggio è andata al terzo peso massimo difensivo Roche (-5,17% a 298.75 franchi). Nel settore del lusso Richemont (-4,52% a 59.96 franchi) è risultata un po' meno in crisi di Swatch (-7,40% a 193.45 franchi).

Da segnalare l'emorragia in casa Adecco (-8,32% a 42.76 franchi) e LafargeHolcim (-8,69% a 40.25 franchi), mentre tra gli altri titoli più sensibili alla congiuntura Geberit (-5,11% a 454.80 franchi) presenterà domani i propri risultati relativi all'esercizio 2019.

Sul mercato allargato, il trend negativo ha travolto anche il gruppo bernese specializzato in macchine utensili Tornos (-6,56% a 4.915 franchi), che oggi ha comunicato un 2019 pessimo su tutta la linea. Meglio è andata all'azienda zurighese attiva nelle tecniche di riscaldamento e climatizzazione Belimo (-2,17% a 5850.00 franchi), capace di contenere le perdite grazie alla solida performance realizzata l'anno scorso.

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