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La Borsa svizzera amplia le perdite con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore dalla chiusura segna una flessione dello 0,82% a 8'380,73 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,67% a quota 8'652,18 .

Sui mercati continuano a pesare le inquietudini relative all'economia cinese, anche se stamane le principali borse del paese hanno terminato in solido rialzo in seguito alla sospensione, dopo appena una settimana, del meccanismo di blocco automatico delle contrattazioni in caso di eccesso di ribasso, che aveva aumentato la volatilità dei listini invece di attutirla.

Nessun effetto ha avuto la notizia della creazione a dicembre negli Stati Uniti di 292.000 posti di lavoro, un dato superiore alle attese degli analisti, per un tasso di disoccupazione che è rimasto fermo al 5%.

Sulla piazza zurighese, dopo le perdite dei giorni scorsi, tiene il segmento del lusso, che ha comunque praticamente azzerato i guadagni accumulati in mattinata: Swatch sale in modo frazionale dello 0,03% e Richemont dello 0,07%. Tutti di segno meno i valori ciclici: ABB in particolare cede l'1,72%.

Scivolano all'indietro, tra i bancari, Ubs (-2,65%) e Credit Suisse (-2,00%), mentre Julius Bär (-0,02%) si aggrappa alla soglia della parità. Appesantiscono i listini i pesi massimi difensivi: Nestlé arretra dello 0,42%, Novartis dell'1,25% e Roche dello 0,96%. La volatile Transocean, molto sensibile alle variazioni del corso del petrolio, sta perdendo il 3,57%.

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SDA-ATS