La Borsa svizzera continua a scivolare con l'indice SMi dei principali titoli che a due ore circa dalla chiusura segna un calo dell'1,03% a 10'242,05 punti, mentre l'indice complessivo SPI scende dello 0,91% a quota 12'395,41.

Sugli investitori pesano le preoccupazioni di nuove tensioni commerciali, dopo che il presidente USA Donald Trump ha confermato ieri i suoi piani per introdurre tariffe punitive sui prodotti francesi, annuncio che ha innescato la reazione del governo di Parigi, intenzionato a sua volta a prendere in considerazione misure di ritorsione.

Trump ha peraltro dichiarato di non avere fretta di concludere un accordo commerciale con la Cina, fatto che secondo gli operatori sta alimentando un clima di incertezza.

Sulla piazza zurighese a soffrirne sono soprattutto i titoli bancari, con UBS che scivola pesantemente del 2,50% e Credit Suisse del 2,54%. Debole, sul mercato allargato, Julius Bär (-2,02%), ma in affanno è anche il segmento del lusso, con Richemont che perde il 2,13% e Swatch l'1,66%.

I listini sono trascinati verso il basso pure dai pesi massimi difensivi: Nestlé sta cedendo lo 0,43%, Novartis l'1,33% e Roche l'1,27%. Tra i titoli ciclici la peggiore è LafargeHolcim (-1,52%).

Sul mercato allargato, dopo l'intesa di ieri sulla ricapitalizzazione, continua la corsa di Schmolz+Bickenbach, che avanza del 22,3%.

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