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Chiusura di nuovo negativa per la Borsa svizzera sulla scia delle paure scaturite dalla Brexit e dalle banche italiane: l'SMI segna un calo dello 0,55% a 7'898.21 punti, l'SPI dello 0,66% a 8'517.56 franchi.

Gli investitori sono nervosi, ha dichiarato un operatore, e la volatilità è elevata. Tuttavia le perdite si sono ridotte nell'ultima ora di contrattazioni.

Il riaffiorare delle preoccupazioni sulle conseguenze del referendum sulla Brexit e i timori legati alla salute delle banche italiane hanno pesato soprattutto sui titoli finanziari: Credit Suisse ha ceduto l'1,73%% a 9.915 franchi - scendendo per la prima volta sotto la soglia psicologica dei 10 franchi, fino a 9.755 -, UBS l'1,90% a 11.90 franchi, Julius Bär l'1,97% a 36.30 franchi, Zurich il 2,16% a 226.60 franchi, Swiss Re il 2,48% a 80.55 franchi e Swiss Life il 2,57% a 212.10 franchi.

Pesanti anche LafargeHolcim (-2,17% a 38.79 franchi), Richemont (-1,71% a 54.75 franchi) e Swisscom (pure -1,71% a 466.20 franchi). Quanto ai pesi massimi difensivi, Novartis è scesa dello 0,13% a 79.60 franchi, Roche dello 0,44% a 251.40 franchi mentre Nestlé ha guadagnato lo 0,20% a franchi a 75.75. In controtendenza anche Syngenta (+0,27% a 369.40 franchi).

Nel mercato allargato Georg Fischer ha lasciato sul terreno il 2,67% a 730.00 franchi nonostante abbia ottenuto una commessa da 84 milioni di euro da un grande gruppo automobilistico europeo.

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SDA-ATS