La seduta positiva della Borsa svizzera ha subito una battuta d'arresto con l'avvio in calo di Wall Street. Negli ultimi scambi i listini sono però riusciti a risalire sopra la parità. L'SMI ha chiuso in rialzo dello 0,10% a 9'397,69 punti.

Da parte sua l'SPI ha guadagnato lo 0,14% a 9'525,93 punti.

La piazza newyorkese ha quindi reagito male ai dati sul Pil americano nel secondo trimestre, salito del 2,3% ma inferiore alle attese. Questo dopo che ieri sera la Federal Reserve si era dichiarata moderatamente ottimista sulle prospettive dell'economia degli Usa e non aveva fornito indizi sui tempi per un aumento dei tassi. Stando a un operatore, "l'economia cresce ma non tanto fortemente da giustificare un improvviso cambiamento nella politica monetaria".

Tra le blue chip elvetiche sotto i riflettori Swiss Re, che ha pubblicato oggi i risultati semestrali. Le cifre del secondo trimestre sono inferiori alle attese degli analisti e il titolo del riassicuratore ha perso l'1,41% a 87,25 franchi dopo essere arrivato a cedere il 3,3% circa in mattinata.

Ancora in calo anche LafargeHolcim (-0,44% a 67.25 franchi), che aveva presentato le sue cifre ieri, così come Adecco (-0,68% a 79.75 franchi), mentre hanno terminato in netto rialzo gli altri due ciclici: Geberit è cresciuto dell'1,99% a 328.50 franchi, ABB dell'1,40% a 19.50 franchi.

Contrastati anche i bancari, con Credit Suisse salita dell'1,67% a 28.54 franchi e UBS dell'1% a 22.22 franchi; Julius Bär ha invece perso lo 0,65% a 53.55 franchi. Deboli i pesi massimi difensivi: mentre Nestlé ha chiuso invariata a 72.90 franchi, i due colossi farmaceutici Novartis e Roche hanno ceduto rispettivamente lo 0,20% a 100 franchi e lo 0,32% a 278.70 franchi.

Nel mercato allargato, tra le molte aziende che hanno reso noto il loro andamento degli affari APG SGA è avanzata del 3,45% a 390 franchi, Clariant dello 0,80% a 18.95 franchi, Dufry dello 0,76% a 133 franchi e Bobst dello 0,12% a 42.60 franchi, mentre Bucher Industries ha ceduto il 2,74% a 234.50 franchi. Basilea è crollata del 13,10% a 103.50 franchi dopo un insuccesso nella fase III dello studio clinico relativo all'Isavuconazol contro le candidosi.

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