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La Borsa svizzera, pur tentando il rimbalzo, ha chiuso le contrattazioni in territorio negativo appesantita da Nestlé: l'indice SMI dei titoli guida ha fatto segnare un arretramento dello 0,37% rispetto a ieri a 7'916,61 punti.

L'indice complessivo SPI è sceso dello 0,17% a quota 8'237,47.

Stando agli analisti i verbali della riunione di politica monetaria della BCE di gennaio, con una possibile revisione delle misure di stimolo dell'economia a marzo, e i dati congiunturali in provenienza dagli Stati Uniti, con una riduzione dei sussidi di disoccupazione, non hanno fornito grossi impulsi ai mercati.

Gli investitori hanno peraltro snobbato l'ondata di revisioni al ribasso dell'Ocse, che ha tagliato le stime di crescita di quasi tutte le maggiori economie.

Sulla piazza di Zurigo ha pesato fortemente la performance negativa del colosso dell'alimentare Nestlé, che stamane ha annunciato per il 2015 utili in calo del 37% a 9,1 miliardi di franchi, su un fatturato in discesa del 3% a 88,8 miliardi. I dati sono inferiori alle attese degli analisti consultati dall'agenzia finanziaria awp, in particolare per quanto riguarda gli obiettivi di crescita.

Il titolo Nestlé in borsa ha ceduto il 3,71% (a 71.35 franchi), segnando una delle più marcate contrazioni in un solo giorno dall'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro. "Senza Nestlé saremmo stati sopra la soglia della parità", ha commentato un operatore, che ha citato quale fattore trainante la stabilizzazione del corso del greggio.

Decisamente ben orientati invece gli altri pesi massimi difensivi, con Novartis che è progredita dell'1,03% (a 73.55 franchi) e Roche che ha fatto un balzo avanti del 2,11% (a 256.30 franchi). In fase ascendente anche la società biotecnologica Actelion (+0,95% a 138.60 franchi).

Fiacchi invece i bancari: Julius Bär non è riuscita a mantenersi a galla (-0,17% a 40.59 franchi) e ancora peggio hanno fatto Credit Suisse (-1,55% a 13.37 franchi) e UBS (-1,78% a 14.88 franchi).

Nel segmento del lusso Swatch, dopo i dati del commercio estero svizzero di gennaio, ha registrato una flessione dell'1,60% (a 344.70 franchi), imitata dalla concorrente Richemont (-1,19% a 66.20 franchi). Dalle statistiche risulta che le esportazioni di orologi sono scese lo scorso mese del 10,3%, rispetto a dicembre.

Prevalentemente di segno più i titoli ciclici più esposti alle variazioni congiunturali: Adecco in particolare ha guadagnato il 4,13% (a 59.20 franchi) beneficiando dei risultati trimestrali, superiori alle aspettative, della concorrente Randstad.

Sul mercato allargato da segnalare la prestazione di Kudelski (+4,67% a 13.45 franchi), che oggi ha presentato risultati in forte crescita.

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SDA-ATS