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Dopo aver trascorso la maggior parte della seduta in territorio positivo gli indici della Borsa svizzera sono scivolati al di sotto della parità. Alla fine l'SMI ha terminato a 8'917.50 punti (-0,20%), l'SPI a 10'093.77 (-0,10%).

"Le cose stavano andando davvero bene fino a quando sono stati pubblicati i dati congiunturali americani", ha dichiarato un operatore riferendosi all'inflazione (indebolitasi) e alle vendite del commercio al dettaglio (in calo). Stasera la Federal Reserve dovrebbe aumentare di un quarto di punto i tassi d'interesse, ma le speculazioni riguardo ad ulteriori due strette nel corso di quest'anno hanno subito una doccia fredda, ha spiegato un altro.

Ciò ha inciso soprattutto sui titoli del comparto bancario: Credit Suisse ha lasciato sul terreno l'1,05% a 13.18 franchi, UBS lo 0,95% a 15.60 e Julius Bär lo 0,59% a 50.55 franchi. Hanno trainato al ribasso il listino anche i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,12% a 80.65 franchi), Novartis (-0,32% a 78.55 franchi) e Roche (-0,24% a 250.10 franchi).

Lonza è cresciuta dell'1,06% a 200.20 franchi dopo essere arrivata a perdere il 4,21% in apertura. Il gruppo chimico ha indicato che un prestito assunto ieri sarà utilizzato per il rifinanziamento dell'acquisizione di Capsugel. Si è messa in luce anche SGS (+1,08% a 2'344.00 franchi). Positivo il lusso e gli assicurativi, mentre hanno chiuso contrastati i ciclici.

Nel mercato allargato da segnalare che Bossard è salita del 7,23% a 200.10 franchi. Ieri sera l'impresa ha reso noto che a causa della forte crescita delle vendite c'è da attendersi una progressione dell'utile di oltre il 30% nel primo semestre.

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SDA-ATS