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Dopo una mattinata complessivamente positiva i listini della Borsa svizzera sono scivolati in territorio negativo a inizio pomeriggio. Alla fine l'SMI ha chiuso in calo dello 0,27% a 9'064.88 punti, l'SPI dello 0,29% a 10'290.52 punti.

Il clima resta favorevole, ma dopo il rally di quasi 600 punti nelle ultime undici sedute l'indice principale raggiunge lentamente i suoi limiti, è stato affermato sul mercato. "Cominciamo a soffrire di vertigini", ha sostenuto un operatore.

Tra le blue chip, Zurich - a lungo in flessione - è cresciuta dello 0,21% a 280.00 franchi dopo la pubblicazione di utili trimestrali inferiori alle attese degli analisti, ma principalmente a causa di un fattore straordinario. In forte calo gli altri due assicurativi, Swiss Re (-1,22% a 89.00 franchi) e Swiss Life (-1,25% a 325.00 franchi). Pesanti pure i bancari: UBS ha perso l'1,35% a 16.82 franchi, Credit Suisse lo 0,93% a 14.94 franchi e Julius Bär l'1,21% a 52.85 franchi.

Ha terminato le contrattazioni in chiaro rialzo invece Lonza (+0,76% a 198.40 franchi), che ha concluso il suo aumento di capitale per finanziare parzialmente l'acquisto di Capsugel. In progressione anche Richemont (+0,47% a 85.90 franchi). Tra i pesi massimi difensivi Nestlé è salita dello 0,06% a 80.75 franchi, mentre non hanno aiutato il listino Novartis (-0,50% a 78.95 franchi) e Roche (-0,07% a 267.40 franchi). Tutte negative le blue chip rimanenti.

Nel mercato allargato Sunrise è scesa dello 0,33% a 76.25 franchi dopo aver presentato un utile netto trimestrale quasi raddoppiato, mentre Schaffner è cresciuta del 7,14% a 300.00 franchi grazie a un risultato semestrale più che decuplicato.

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SDA-ATS