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Borsa svizzera chiude in calo, SMI -0,31%

Come molte altre piazze azionarie anche la Borsa svizzera ha chiuso le contrattazioni in calo. Keystone/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 settembre 2020 - 17:58
(Keystone-ATS)

Seduta interamente negativa per la Borsa svizzera oggi, ma perlomeno i listini hanno chiuso sui massimi di giornata. L'indice principale SMI segna un -0,31% a 10'519.33 punti, quello allargato SPI un -0,33% a 13'039.72 punti.

Sul mercato hanno pesato le prospettive della Federal Reserve: ieri sera la banca centrale americana ha migliorato le stime sul Pil degli Stati Uniti per l'anno in corso, mentre l'anno prossimo la ripresa sarà meno forte di quanto atteso in precedenza. Come previsto i tassi di interesse non sono stati toccati, mentre sono mancate "sorprese positive" circa un aumento degli acquisti di asset, ha indicato un operatore.

Il prolungato contesto dei tassi bassi è sfavorevole per i gruppi finanziari, così tra le blue chip sono risultati sotto pressione gli assicurativi Swiss Re (-1,32% a 74.48 franchi), Zurich (-1,13% a 341.00 franchi) e Swiss Life (-0,91% a 371.60 franchi) così come i bancari UBS (-0,98% a 11.15 franchi) e Credit Suisse (-0,89% a 10.035 franchi). Male anche Richemont (-1,31% a 65.04 franchi) dopo i dati sulle esportazioni orologiere svizzere in agosto (mentre Swatch è a -0,18% a 216.60 franchi) e ABB (-0,92% a 23.70 franchi).

In forte progressione per contro Alcon (+1,86% a 53.74 franchi), Adecco (+1,43% a 52.60 franchi) e Sika (+1,14% a 222.60 franchi). In controtendenza pure Lonza (+0,57% a 563.00 franchi), Givaudan (+0,15% a 4'058.00 franchi) e Novartis (+0,04% a 82.30 franchi). Hanno invece pesato sul listino gli altri due pesi massimi difensivi Nestlé (-0,78% a 109.40 franchi) e Roche (-0,07% a 336.90 franchi).

Nel mercato allargato da segnalare che Aryzta ha perso il 4,88% a 0.702 franchi. Ieri l'assemblea generale degli azionisti aveva eletto nel consiglio d'amministrazione i candidati proposti dall'azionista attivista Veraison. Il nuovo presidente del panificio industriale Urs Jordi è considerato uno specialista che conosce bene l'azienda e il ramo, pertanto Aryzta potrebbe rimettersi in sesto da sola e non dover essere venduta. Gli investitori che speravano in un rapido guadagno vendono quindi ora i propri titoli, sostiene un operatore.

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