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Dopo una mattinata in calo gli indici della Borsa svizzera sono saliti sopra la parità, per spegnersi nuovamente verso fine seduta. L'SMI ha perso lo 0,35% a 8'876.73 punti, l'SPI lo 0,31% a 10'123.61 punti.

Gli investitori sono rimasti prudenti alla vigilia delle elezioni legislative in Gran Bretagna e della riunione della Banca centrale europea ma anche dell'audizione dell'ex capo dell'FBI James Comey davanti alla commissione del Senato americano. Di conseguenza i volumi di scambio erano modesti e non si è delineata alcuna tendenza chiara tra i titoli quotati a Zurigo.

Il listino principale è stato trainato al ribasso soprattutto da Nestlé (-0,72% a 82.80 franchi), con Berenberg e Bryan Garnier che hanno corretto al ribasso le loro raccomandazioni sul titolo del colosso alimentare, così come Novartis (-0,25% a 78.55 franchi) e Roche (-0,76% a 248.50 franchi).

Givaudan ha ceduto l'1,71% a 1'960.00 franchi. Analisti di Barclays osservano una crescente pressione sui prezzi che nella seconda metà dell'anno dovrebbe farsi sentire sui margini del gruppo attivo negli aromi e profumi. Il rating non viene però modificato.

In calo anche i ciclici LafargeHolcim (-0,88% a 56.00 franchi), ABB (-0,69% a 24.38 franchi), Sika (-0,47% a 6'310 franchi) e Geberit (-0,20% a 452.30 franchi). In controtendenza Adecco (+0,84% a 72.40 franchi).

Bene i bancari, con UBS cresciuta dello 0,72% a 15.46 franchi, Credit Suisse dello 0,45% a 13.25 franchi e Julius Bär dello 0,75% a 49.77 franchi. Stamani è emerso che in Spagna il Banco Santander rileva la concorrente Banco Popular.

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SDA-ATS