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Borsa svizzera chiude in crescita, SMI +1,50%

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 novembre 2011 - 18:01
(Keystone-ATS)

Le schiarite sul fronte politico in Italia e Grecia - con l'attestata volontà di questi Paesi di risolvere i problemi legati al forte indebitamento pubblico - e dati positivi provenienti dagli Stati Uniti sulla fiducia dei consumatori, hanno riportato ottimismo tra gli operatori di borsa. In chiusura, l'indice SMI delle blue chip si è fermato a 5649,03 punti, in crescita dell'1,50%. L'indice allargato SPI ha segnato una progressione dell'1,53% a 5146,15 punti.

Ad approfittare della schiarita sono stati soprattutto i titoli bancari e assicurativi, con i primi sotto pressione negli scorsi giorni a causa della forte esposizione di alcuni istituti nei confronti di Roma e Atene. In chiusura, Credit Suisse ha guadagnato il 3,06% a 22,55 franchi, Julius Baer l'1,06% a 32,34 franchi e UBS il 2,90% a 11,01 franchi.

UBS e la Sec, l'autorità di vigilanza dei mercati finanziari americani, hanno concluso un accordo in base al quale l'istituto di credito elvetico pagherà 8 milioni di dollari quale ammenda per irregolarità avvenute nel settore delle vendite allo scoperto.

Tra gli assicurativi, ZFS è avanzata dell'1,93% a 200,70 franchi e Swiss RE del 2,93% a 48,77 franchi.

Tra i titoli sotto osservazione figurava Richemont, in progressione dell'1,33% a 48,72 franchi. Il gruppo, tra i leader mondiali del lusso, ha pubblicato cifre che vanno oltre le attese degli analisti. Nel primo semestre, chiuso a fine settembre, la società ha aumentato il giro d'affari del 29% a 4,21 miliardi di euro. L'utile operativo è salito del 41% a 1,08 miliardi e il risultato netto si è attestato a 709 milioni, con un incremento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2010. Particolarmente positiva l'evoluzione degli affari in Asia, soprattutto in Cina. L'altro titolo del lusso, Swatch, avanza dell'1,20%.

Tra i ciclici, ABB ha chiuso in crescita del 2,68% a 16,83 franchi, Adecco del 3,29% a 37,63 franchi e Holcim - stamane in perdita - dello 0,40% a 50,65 franchi. Stando al ministero brasiliano della giustizia, sei aziende produttrici di cemento - tra cui anche la stessa Holcim - avrebbero agito d'intesa accordandosi illecitamente sui prezzi. Holcim rischia una multa che può andare fino al 30% del fatturato lordo conseguito nel 2005, anno precedente l'avvio dell'inchiesta a suo carico.

Hanno sostenuto i listini i pesi massimi difensivi: Nestlé ha guadagnato l'1,19% a 50,95 franchi, Novartis l'1,23% a 50,15 franchi e Roche l'1,15% a 140,80 franchi.

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