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Borsa svizzera chiude in forte calo, SMI -1,67%

La Borsa svizzera ha chiuso la settimana in forte calo, con l'indice SMI dei principali titoli in flessione dell'1,67% a quota 9'237.79, mentre l'indice complessivo SPI è arretrato dell'1,54% a 9'377.54 punti.

Sui mercati hanno pesato come sempre le incertezze legate alla soluzione della crisi greca, anche se vi è stato qualche timido segnale di ottimismo dopo le dichiarazioni del presidente della commissione europea Jean Claude Junker che ha ribadito la volontà di mantenere Atene nell'euro.

Stamane è stato peraltro annunciato un calo del pil svizzero dello 0,2% nei primi tre mesi dell'anno, rispetto al trimestre precedente, dovuto allo choc monetario innescato dall'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro.

Non ha aiutato a sollevare i mercati l'annuncio secondo cui l'economia americana ha frenato nel primo trimestre del 2015 più del previsto, segnando un Pil a -0,7%; e neppure il dato dell'indice pmi di Chicago sull'attività manifatturiera, sceso a quota 46,2 a fronte di un atteso rialzo a 53 punti.

La robustezza del franco ha penalizzato il segmento del lusso, con Richemont che è scivolata all'indietro del 3,51% (a 81.20 franchi). Deludente anche la performance di Swatch, con una contrazione dell'1,50% (a 373.20 franchi). Ieri sono stati diffusi dati in calo per quanto riguarda l'export di orologi.

I listini della piazza svizzera sono stati trascinati verso il basso anche dai pesi massimi difensivi: il colosso dell'alimentare Nestlé ha ceduto l'1,15% (a 72.90 franchi), Novartis l'1,98% (a 96.50 franchi) e Roche il 2,23% (a 276.20).

Male pure i bancari, soprattutto UBS che ha lasciato sul terreno il 2,32% (a 20.22 franchi), mentre cedimenti più contenuti sono stati fatti segnare da Credit Suisse (-1,03% a 24.91 a franchi) e Julius Bär (-1,35% a 51.30 franchi). Non sono sfuggiti al movimento ribassista, né i titoli più esposti ai cicli congiunturali (Holcim -2,31% a 74.15 franchi; Adecco -2,03% a 74.70 franchi), né gli assicurativi (Zurich Insurance -0,96% a 299.90 franchi; Swiss Re -0,88% a 84.40 franchi).

Due soli valori sono risultati in controtendenza rispetto all'andamento del mercato: la volatile Transocean (+1,91% a 18.14 franchi) e Syngenta (+0,45% a 425.50 franchi), nel mirino della concorrente americana Monsanto, che secondo alcune speculazioni potrebbe migliorare la sua offerta di acquisto.

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