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Borsa svizzera chiude in forte calo, SMI -2,26%

Giornata "no" oggi per la Borsa svizzera. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 marzo 2020 - 18:00
(Keystone-ATS)

La difficoltà dell'Ue di accordarsi su un intervento in aiuto ai suoi membri toccati dall'epidemia di coronavirus e l'espansione del virus negli Stati Uniti hanno inciso negativamente oggi sui mercati azionari.

La Borsa svizzera non ha fatto eccezione e, dopo tre giorni di ripresa, oggi ha registrato una brusca frenata: in chiusura l'indice SMI dei titoli principali ha lasciato sul terreno il 2,26% a 8996,37 punti. L'indice completo SPI ha ceduto l'1,93% a 10'932,18 punti.

Tranne Swisscom (+0,27% a 515,00 franchi), tutti gli altri titoli del listino principale hanno chiuso in perdita. Particolarmente pesante Credit Suisse, che ha ceduto il il 7,04% a 8,05 franchi. La concorrente UBS ha lasciato comunque sul terreno il 4,87% a 9,07 franchi. Penalizzata dalla giornata odierna anche Zurich, arretrata del 4,32% a 323,40 franchi. Hanno limitato i danni Swiss Re (-1,01% a 70,68 franchi) e Swiss Life (-1,77% a 322,00 franchi).

Tra i ciclici, Roche ha perso lo 0,25% a 296,65 franchi), facendo in ogni caso meglio di Novartis (-1,59% a 76,00 franchi) e Nestlé (-1,28% a 97,44 franchi).

Particolarmente oggetto di vendite i titoli ciclici, in vista anche delle previsioni pessimistiche sulla congiuntura per i prossimi mesi, con il FMI che parla della peggiore recessione dal 2009. ABB è arretrata del 3,84% a 17,66 franchi, Adecco del 4,32% a 36,97 franchi e LafargeHolcim di ben il 5,05% a 34,24 franchi.

Il colosso del cemento ha comunicato oggi un programma di abbattimento dei costi per far fronte alla crisi del coronavirus. Investimenti e costi fissi verranno ridotti, mentre le prospettive per l'esercizio in corso sono in fase di revisione.

Sebbene il primo trimestre sia passato relativamente indenne, c'è preoccupazione per quanto riguarda il secondo parziale: il gruppo prevede un calo significativo dei volumi nei mesi di aprile e maggio, ma è ancora presto fare previsioni certe poiché le interruzioni e le perturbazioni alle attività variano da paese a paese.

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