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Per la sesta volta consecutiva la borsa svizzera chiude la seduta in rialzo, anche se di poco: l'indice dei valori guida SMI ha finito a 9319,25 punti, in progressione dello 0,09% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,06% a 9429,75 punti.

Dopo una mattinata titubante il mercato è quindi riuscito a ritrovare la via della crescita, ma stando agli operatori l'impressione è che più si va in alto, più l'aria si stia facendo rarefatta. Tanto più che le incognite sono di peso.

Gli investitori hanno dovuto digerire una serie di dati congiunturali, perlopiù positivi, provenienti da Stati Uniti e Cina. Per quanto riguarda la politica monetaria la numero uno della Federal Reserve, Janet Yellen, ha affermato che le condizioni dell'economia americana sono tali da giustificare probabilmente un aumento dei tassi di interesse quest'anno. Ulteriori segnali sui tempi del rialzo potrebbeRO arrivare stasera con la pubblicazione del "Beige Book".

Intanto nell'Eurozona vi è la speranza di un credito ponte per la Grecia, a patto che stasera il parlamento greco dia il via libera al primo pacchetto di risparmi e riforme. L'intesa raggiunta nel dossier ha comunque avuto l'effetto di un tranquillante: l'indice svizzero di volatilità è infatti ulteriormente calato.

Per quanto riguarda i singoli titoli gli occhi sono rimasti puntati su Syngenta (+4,23% a 404,20 franchi): stando a Bloomberg un importante investitore, il fondo del miliardario John Paulson, starebbe sostenendo Monsanto nel suo tentativo di scalata.

Giù per contro ABB (-1,26% a 19,61 franchi), dopo un cambiamento di raccomandazione da parte di Baader Helvea. LafargeHolcim (+0,13% a 75,10 franchi) ha fatto sapere di voler realizzare in tre anni sinergie per 1,4 miliardi di euro. In negativo hanno chiuso altri due valori particolarmente sensibili alla congiuntura, Adecco (-0,31% a 80,25 franchi) e Geberit (-0,50% a 319,40 franchi), come pure - nel segmento del lusso - Swatch (-0,46% a 386,50 franchi) e Richemont (-0,82% a 78,15 franchi).

Bene orientati si sono invece rivelati i bancari UBS (+1,95% a 21,41 franchi) e Credit Suisse (+0,29% a 27,92 franchi), mentre ha arrancato Julius Bär (-0,37% a 53,65 franchi). Si sono presentati univoci gli assicurativi Swiss Re (+0,52% a 87,20 franchi) e Zurich (+0,70% a 301,80 franchi). I pesi massimi difensivi Nestlé (-0,28% a 71,60 franchi), Novartis (-0,30% a 99,60 franchi) e Roche (-0,07% a 277,80 franchi) hanno perso terreno.

Completano il quadro delle blue chip Actelion (+0,21% a 142,80 franchi), Givaudan (+0,60% a 1666,00 franchi), SGS (+0,34% a 1755,00 franchi), Swisscom (+0,27% a 549,00 franchi) e Transocean (-2,07% a 14,20 franchi).

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SDA-ATS