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Inizio di settimana in leggero rialzo per la Borsa svizzera, che chiude in modo positivo una prima seduta di piccolo cabotaggio.

L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9095,82 punti, in progressione dello 0,21% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,32% a 9238,02 punti.

Dopo aver perso la settimana scorsa il 2,4% il mercato cercava il rimbalzo, che si è rivelato però tutto sommato contenuto. Le ultime novità sul fronte congiunturale erano peraltro favorevoli: nell'Eurozona l'indice Pmi è risultato in calo ma sempre in zona di crescita, mentre dagli Usa è arrivato un indicatore superiore alle attese riguardo agli ordinativi dell'industria. Intanto in Cina gli ultimi dati HSBC hanno confermato il rallentamento dell'espansione economica, ciò che ha ravvivato le speranze di chi scommette su nuovi interventi della banca centrale.

Gli investitori rimangono comunque orientati alla prudenza, in attesa di impulsi più sostanziosi che non mancheranno di giungere nei prossimi giorni. Questa settimana cinque società SMI informeranno sull'andamento degli affari.

Per quanto riguarda i singoli titoli l'attenzione era concentrata su Syngenta (+8,11% a 339,90 franchi), in forte progressione sulla scia delle voci riguardo a un possibile interessamento del concorrente Monsanto: questo sebbene non tutti gli analisti ritengano che un'eventuale fusione possa essere effettivamente realizzata. In progressione ha chiuso anche Transocean (+1,97% a 17,06 franchi), protagonista di una forte avanzata venerdì a Wall Street.

In ordine sparso si sono mossi i valori maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (-0,19% a 20,54 franchi), Adecco (-0,20% a 76,55 franchi), Geberit (+0,54% a 335,10 franchi) e Holcim (invariata a 75,60 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,57% a 422,80 franchi) è sembrata più tonica di Richemont (+0,06% a 83,70 franchi).

Non vi è stata unanimità di vedute fra gli assicurativi Swiss Re (+0,18% a 83,25 franchi) e Zurich (-0,83% a 287,20 franchi). Nel comparto bancario gli occhi erano puntati su UBS (+1,01% a 19,05 franchi), dopo che un azionista ha auspicato lo scorporo dell'investment banking: l'istituto ha però risposto picche. Il calo di Credit Suisse (-2,10% a 24,28 franchi, pari a un arretramento di 52 centesimi) si spiega con il fatto che il titolo è da oggi scambiato senza la cedola di dividendo di 70 centesimi. Fra i due si è inserito Julius Bär (+0,75% a 49,75 franchi).

Poco mossi sono apparsi i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,14% a 73,00 franchi), Novartis (-0,16% a 96,50 franchi) e Roche (-0,15% a 269,00 franchi). Completano il quadro delle blue chip Givaudan (+0,85% a 1777,00 franchi), SGS (-0,22% a 1816,00 franchi) e Swisscom (+0,54% a 560,00 franchi).

Nel mercato allargato balzo di Cytos (+30,69% a 1,32 franchi), dopo il via libera in tribunale alla proposta di ristrutturazione del debito della società, da tempo in difficoltà. Ancora in crescita è apparsa Kaba (+2,27% a 630,00 franchi), protagonista già giovedì di un'ottima performance dopo l'annuncio della fusione con la tedesca Dorma. In flessione per contro Arbonia Forster (-3,01% a 19,35 franchi), dopo che in un'intervista il grande azionista Michael Pieper non ha escluso una ricapitalizzazione.

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SDA-ATS