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La borsa ha chiuso la settimana in rialzo, aggiornando il suo massimo pluriennale: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 7864,39 punti (+0,27% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,25% a 7290,42 punti.

Oggi era il "giorno delle streghe": quattro volte all'anno - il penultimo venerdì alla fine di ogni trimestre - scadono futures e opzioni su indici e azioni. Il sabba questa volta ha portato il previsto aumento degli scambi, ma gli sbalzi sono stati contenuti: la seduta è sembrata quindi insolitamente tranquilla, per il tipo di giornata, ha commentato un operatore alla Reuters.

Sul fronte interno scarseggiavano le notizie di rilievo riguardanti le blue chip e i movimenti di corso sono apparsi un po' casuali. L'SMI ha segnato un nuovo massimo, salendo nel finale a quota 7874,21 un livello mai più raggiunto da febbraio 2008.

Per quanto riguarda i singoli titoli volatili si sono rivelati i bancari UBS (+0,58% a 15,50 franchi), Credit Suisse (+0,11% a 26,89 franchi) - che dovrebbe pagare almeno 400 milioni di dollari per un accordo negli Usa - e Julius Bär (-0,24% a 38,07 franchi). Sempre bene orientati sono rimasti gli assicurativi Swiss Re (+0,19% a 78,00 franchi) e Zurich (+0,34% a 267,30 franchi).

Non hanno avuto un andamento unitario i valori maggiormente sensibili alla congiuntura quali ABB (+0,55% a 21,83 franchi), Adecco (-0,37% a 53,85 franchi), Holcim (+0,39% a 77,55 franchi) e Geberit (-0,34% a 232,00 franchi).

Nel segmento del lusso Swatch (-0,27% a 557,50 franchi) e Richemont (invariata a 80,00 franchi) hanno almeno in parte sofferto per i realizzi di guadagno. Assai mossi nel finale sono stati i pesi massimi difensivi Nestlé (invariata a 68,75 franchi), che ieri ha raggiunto una quotazione record, Novartis (+0,31% a 65,65 franchi) e Roche (+0,79% a 216,40 franchi).

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SDA-ATS