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Chiusura positiva per la borsa svizzera, la prima del 2015: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8900,83 punti, in progressione dello 0,30% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,27% a 8780,60 punti.

Stando agli operatori il recupero odierno, che subentra dopo le prime due giornate di contrattazioni dell'anno in perdita, si spiega con la speranza di interventi di stimolo alla congiuntura da parte della Banca centrale europea: in questo senso molta attenzione è stata prestata al dato di dicembre dell'inflazione nell'Eurozona, risultata negativa per la prima volta da cinque anni.

Nel pomeriggio è poi arrivato il sostegno di Wall Street, che ha avviato bene gli scambi grazie agli indicatori Usa sul lavoro (statistica Adp) e sul saldo della bilancia commerciale, entrambi migliori delle attese.

Sullo sfondo rimane però un quadro generale che non può essere ritenuto entusiasmante. Pesano le incertezze relative alla Grecia e al prezzo del petrolio: oggi il Brent è sceso sotto i 50 dollari per la prima volta dal maggio 2009.

Secondo gli osservatori citati dalla Reuters dopo la fase di aumento dei corsi potrebbe quindi subentrarne una di consolidamento. "È chiaro che il mercato è maturo per una correzione", afferma un esperto finanziario. "Una flessione del 10% non è improbabile". Molti investitori rimangono peraltro a bordo campo, in attesa di sapere quanto il rafforzamento del dollaro abbia inciso sui bilanci delle aziende americane.

Per quanto riguarda i singoli titoli in progresso è apparsa UBS (+0,96% a 16,76 franchi), favorita da un suggerimento di Barclays. Un cambiamento di raccomandazione da parte di Deutsche Bank ha per contro penalizzato Julius Bär (-2,16% a 44,42 franchi), mentre è arretrato solo nel finale il terzo titolo bancario, Credit Suisse (-0,46% a 23,90 franchi). Nel comparto assicurativo Swiss Re (+0,37% a 82,20 franchi) è rimasta un passo dietro a Zurich (+1,36% a 312,10 franchi).

In ordine sparso hanno terminato i valori maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (-0,34% a 20,27 franchi), Adecco (+0,30% a 67,05 franchi), Geberit (+1,47% a 345,00 franchi) e Holcim (-0,22% a 69,25 franchi). Nel segmento del lusso Richemont (+0,23% a 86,00 franchi), interessata da un cambiamento di obiettivo di corso da parte di Deutsche Bank, si è rivelata solo poco più tonica di Swatch (+0,09% a 433,70 franchi). Transocean (-0,54% a 16,69 franchi) è apparsa una volta ancora molto volatile, con repentini cambiamenti di direzione sull'arco della giornata.

Hanno chiuso in modo positivo i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,35% a 71,55 franchi), Novartis (+0,49% a 92,90 franchi) mentre Roche ha terminato invariata a 273,80 franchi. Per Actelion (-2,50% a 113,20 franchi) è stata invece una seduta da dimenticare.

Completano il quadro delle blue chip Givaudan (+1,74% a 1816,00 franchi), SGS (-0,25% a 1983,00 franchi), Syngenta (+0,44% a 317,50 franchi) e Swisscom (+1,40% a 508,50 franchi).

Nel mercato allargato Jungfraubahn (+2,95% a 78,55 franchi) ha informato sull'andamento di una parte dei suoi affari.

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SDA-ATS