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La borsa svizzera avvia il mese di giugno con una seduta in rialzo, grazie soprattutto al vigore dei suoi titoli farmaceutici: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 9267,44 punti, in progressione dello 0,32% rispetto a venerdì.

Il listino globale SPI ha da parte sua guadagnato lo 0,34% a 9409,19 punti. Il mercato ha quindi trovato un mini-rimbalzo, dopo aver terminato venerdì in calo dell'1,67% sulla scia dei timori per la situazione in Grecia.

La giornata odierna è stata dominata da diversi dati congiunturali. In Svizzera l'indice PMI è risultato appena sotto la soglia di crescita, con ordinativi in aumento; lo stesso indicatore è sceso in Germania, ma è salito per l'insieme dell'Eurozona. Dagli Usa sono arrivate le ultime indicazioni riguardo all'Ism manifatturiero nonché alla spesa dei consumatori e quella delle costruzioni.

Nel corso della settimana i mercati continueranno inoltre a seguire gli sviluppi della crisi greca e guarderanno con attenzione anche alle riunioni della Banca centrale europea e dell'analogo istituto inglese. Intanto l'euro non riesce a riprendersi e il corso con il franco rimane intorno a 1,03.

Sul fronte interno hanno trainato con forza il listino i farmaceutici Novartis (+0,93% a 97,40 franchi) e Roche (+1,27% a 279,70 franchi), che hanno presentato risultati incoraggianti di studi relativi ai loro farmaci Tafinlar e Mekinist, da una parte, e Perjeta dall'altra. Meno dinamico è apparso il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,07% a 72,85 franchi).

In ordine sparso hanno terminato i valori maggiormente dipendenti dalla congiuntura quali ABB (invariato a 20,56 franchi), Adecco (+0,13% a 74,80 franchi), Holcim (-0,67% a 73,65 franchi) - che oggi ha lanciato l'offerta pubblica di scambio su Lafarge - e Geberit (+0,68% a 340,30 franchi). Nel segmento del lusso ha perso terreno con il passare delle ore Richemont (-0,06% a 81,15 franchi), meno comunque di Swatch (-1,98% a 365,80, pari a una contrazione di 7,40 franchi), che da oggi era scambiata senza il dividendo di 7,50 franchi. Ancora più debole è stata la performance della sempre volatile Transocean (-3,09% a 17,58 franchi).

Nel comparto bancario Credit Suisse (-0,84% a 24,70 franchi) ha arrancato per tutta la giornata dietro a UBS (+0,54% a 20,33 franchi) e Julius Bär (+0,19% a 51,40 franchi). Più in sintonia fra loro sono sembrati gli assicurativi Swiss Re (-0,65% a 83,85 franchi) e Zurich (-0,63% a 298,00 franchi).

Il quadro delle blue chip non sarebbe completo se si dimenticassero Actelion (+1,22% a 133,00 franchi), SGS (+0,33% a 1812,00 franchi), Swisscom (-0,83% a 540,00 franchi) e Syngenta (-0,96% a 421,40 franchi).

Nel mercato allargato acquisti sono stati una volta ancora segnalati su Clariant (+2,83% a 20,69 franchi), influenzati dalle ricorrenti voci riguardo a un interessamento da parte della tedesca Evonik. In netta flessione è apparsa invece Zehnder (-6,05% a 40,35 franchi), dopo l'avvertimento sugli utili e l'annuncio di un taglio dell'organico.

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SDA-ATS