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La borsa svizzera conferma la sua tendenza al recupero, dopo il crollo seguito all'abolizione del cambio minimo, e chiude in solido rialzo una seduta che ha visto in netto arretramento le altre piazze europee. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8402,82 punti, in progressione dell'1,28% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato l'1,07% a 8260,65 punti.

Il mercato è stato chiaramente aiutato dall'indebolimento del franco. In mattinata l'euro ha sfiorato 1,04 franchi, segnando il livello più alto dall'abolizione dal terremoto monetario del 15 gennaio. Alla fine degli scambi la moneta europea passava di mano a quasi 1,03.

Sul fronte congiunturale sono arrivati buoni dati dagli Usa, in particolare riguardo alla fiducia dei consumatori. Ma Wall Street si è orientata al ribasso, delusa dai trimestrali presentati da diverse aziende, fra le quali Microsoft e Caterpillar.

L'incertezza dovuta all'esito delle elezioni in Grecia è un po' passata in secondo piano. In evidenza rimane invece una volta ancora la politica monetaria: a Washington è oggi cominciata una riunione di due giorni della Federal Reserve.

Per quanto concerne i singoli titoli elvetici al centro dell'attenzione è rimasta per tutta la giornata Novartis (+2,13% 88,85 a franchi), che ha reso noto un bilancio in linea con le attese, ma con accenti interessanti riguardo alle previsioni future. Bene orientati sono risultati anche gli altri due pesi massimi difensivi, Nestlé (+1,81% a 70,45 franchi) e Roche (+0,86% a 257,30 franchi): quest'ultimo gruppo presenterà domani i suoi conti.

In ordine sparso hanno terminato i titoli particolarmente sensibili alla congiuntura come Adecco (+0,68% a 67,10 franchi), Geberit (+0,35% a 312,40 franchi), ABB (-0,28% a 17,77 franchi) - che ha sofferto per i dati pubblicati dal concorrente Siemens - e Holcim (-0,24% a 63,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+1,66% a 366,60 franchi) è rimbalzata dopo aver subito ieri pesanti perdite; non molto lontano ha chiuso Richemont (+1,51% a 77,15 franchi).

In difficoltà sin dal primo mattino sono apparsi i bancari UBS (-0,19% a 15,49 franchi), Credit Suisse (-0,20% a 19,50 franchi) e Julius Bär (-1,08% a 37,41 franchi), mentre il sole non è mai tramontato sugli assicurativi Swiss Re (+1,11% a 81,95 franchi) e Zurich (+1,63% a 305,00 franchi). I guadagni maggiori sono stati segnati dalla sempre volatile Transocean (+3,38% a 14,99 franchi).

Completano il quadro delle blue chip Actelion (+1,46% a 100,70 franchi), Givaudan (+1,00% a 1715,00 franchi), SGS (+1,00% a 1719,00 franchi), Syngenta (+0,69% a 293,90 franchi) e Swisscom (+1,49% a 543,50 franchi).

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Tornos (+11,94% a 4,50 franchi), Huber+Suhner (-6,39% a 39,55 franchi) e Gottex (-1,48% a 1,33 franchi). Come previsto la borsa si appresta ad accogliere una nuova matricola, Sunrise: la prima quotazione è in programma al più tardi il 6 febbraio e oggi sono stati resi noti i dettagli dell'operazione.

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SDA-ATS