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Torna il sereno sulla borsa borsa svizzera, che dopo due sedute negative si è ripresa sgombrando il cielo dalle nuvole provenienti dalla Cina. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso in rialzo a 9325,21 punti, l'1,54% in più di ieri.

Il listino globale SPI ha da parte sua guadagnato l'1,41% a 9462,15 punti.

La svalutazione dello yuan è proseguita oggi per la terza giornata consecutiva, ma la banca centrale ha lasciato intendere che si va verso una fine dell'intervento. Fra gli analisti si è fatta inoltre largo l'opinione che la correzione avviata martedì e proseguita mercoledì sia stata esagerata.

Inoltre le ultime mosse di Pechino rendono meno probabile il rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, che finora la gran parte degli specialisti si aspettava per settembre. Il rafforzamento del dollaro rischia infatti di rallentare pericolosamente l'economia americana, già confrontata a una ripresa debole.

Grande importanza hanno quindi in questo contesto i dati macroeconomici statunitensi. Oggi sono giunti quelli relativi alle richieste settimanali di sussidio disoccupazione, aumentate più del previsto, e del commercio al dettaglio in luglio, risultato in linea con le attese.

Sul fronte interno il listino è stato trascinato da Nestlé (+2,70% a 74,15 franchi), che ha presentato i suoi semestrali. Ai commentatori sono in particolare piaciuti i ritmi di crescita organica del fatturato; buone nuove sono però arrivate anche dall'India, con una sentenza positiva in relazione ai vermicelli Maggi. Bene orientati sono rimasti per tutta la giornata pure gli altri due pesi massimi Roche (+1,96% a 275,90 franchi) - che ha annunciato un'acquisizione negli Usa - e Novartis (+1,37% a 99,70 franchi).

Fra le performance migliori figurano quelle di Geberit (+1,94% a 320,80 franchi), che ha rimbalzato dopo il tonfo di ieri seguito alla pubblicazione del bilancio intermedio, e di Adecco (+1,42% a 78,45 franchi). Un po' meno tonici sono apparsi altri valori particolarmente sensibili alla congiuntura come ABB (+0,41% a 19,63 franchi) e soprattutto LafargeHolcim (-0,75% a 66,50 franchi). Nel mezzo si è inserito il segmento del lusso, rappresentato da Swatch (+0,89% a 397,50 franchi) e Richemont (+0,78% a 77,90 franchi).

Acquisti sono stati segnalati sui bancari UBS (+1,32% a 21,55 franchi), Credit Suisse (+1,71% a 27,34 franchi) e Julius Bär (+4,47% a 52,55 franchi): quest'ultimo istituto ha fatto sapere di aver ingaggiato Jimmy Lee (ex Credit Suisse) quale nuovo responsabile dell'area asiatica, notizia che alimenta le speranze in una crescita del comparto. Minore euforia è stata mostrata dal ramo assicurativo, con Swiss Re (+0,64% a 86,85 franchi) comunque più convinta di Zurich (+0,14% a 288,30 franchi).

Il quadro delle blue chip non sarebbe completo se si tralasciassero Actelion (+1,70% a 137,90 franchi), Givaudan (+0,17% a 1758,00 franchi), SGS (+0,56% a 1790,00 franchi), Swisscom (+0,27% a 560,00 franchi), Syngenta (+0,51% a 392,50 franchi) e Transocean (-2,59% a 13,94 franchi).

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari AFG Arbonia Forster (+2,42% a 16,90 franchi), Orell Füssli (invariata a 116,00 franchi), Valiant (+1,90% a 99,40 franchi) e Kardex (-0,67% a 59,60 franchi). Vistoso si è rivelato l'andamento di Züblin (+12,24% a 0,55 franchi), che è arrivata a guadagnare oltre il 25% senza che apparentemente vi siano notizie riguardanti la società.

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SDA-ATS