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Borsa svizzera chiude in rialzo, SMI +1,54 percento

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 dicembre 2010 - 18:15
(Keystone-ATS)

ZURIGO - Il clima un po' più sereno sul fronte della crisi del debito in Eurolandia e dati macroeconomici americani favorevoli hanno spinto al rialzo la Borsa svizzera. Il listino principale SMI ha terminato la seduta a quota 6409,70, in crescita dell'1,54%. L'indice allargato SPI ha chiuso a 5742,99 punti (+1,60%).
Le indicazioni sulla nuova occupazione nel settore privato statunitense a novembre, rilevate nel sondaggio Adp, sono risultate nettamente migliori delle attese. La spesa edilizia negli Stati Uniti in ottobre è aumentata dello 0,7%. D'altro canto l'indice Ism, che monitora l'andamento del comparto manifatturiero negli Stati Uniti, è sceso in novembre a 56,6 da 56,9.
Le banche, sotto pressione ieri in relazione ai timori di un'estensione della crisi del debito in Eurolandia, hanno recuperato terreno: l'UBS ha guadagnato il 2,93% (a 15,47 franchi), il Credit Suisse il 2,05% (a 37,80 franchi). Balzo del 5,56% (a 40,22 franchi) per la Julius Bär. La banca privata non sta soffrendo per l'assedio praticato dalla Germania sul fronte fiscale, stando al presidente del consiglio di amministrazione Raymond Bär: in un'intervista pubblicata oggi dalla "HandelsZeitung" il dirigente giudica tutto sommato sostenibile il deflusso di fondi.
Tra gli le assicurazioni si è messa in luce Zurich Financial con un aumento del 3,45% (a 231 franchi). Swiss Re è salita del 2,42% (a 47,48 franchi). Fra i titoli principali, gli occhi erano puntati sulla Novartis, che ieri sera aveva annunciato il taglio di 1400 impieghi negli Stati Uniti presso i collaboratori esterni. Il titolo è in aumento dell'1,78% (a 54,20 franchi). Crescita contenuta invece per la concorrente Roche (+0,44% a 138,40 franchi). La Nestlé - l'altro titolo difensivo di peso - è in rialzo dell'1,10% (a 55,15 franchi).
Robusto incremento per Richemont, che è avanzata del 3,14% (a 55,80 franchi), Holcim (+2,17% a 66,05 franchi) e SGS (+3,16% a 1695 franchi). Solo due le blue chip in controtendenza: Actelion (-0,09% a 52,65 franchi) e Transocean (-1,16% a 68,10 franchi).
Nell'indice allargato Galenica ha segnato un balzo dell'8,16% (a 530 franchi). La società farmaceutica bernese ha annunciato il rafforzamento della sua collaborazione con il gruppo tedesco Fresenius Medical Care, numero uno mondiale dei prodotti e servizi nel campo della dialisi.

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