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Inizio di settimana positivo per la borsa svizzera, che chiude in netto rialzo una seduta avviata in modo titubante sulla scia delle elezioni in Grecia, ma che è andata migliorando poi grazie all'ottimo andamento dei titoli difensivi e a un certo indebolimento del franco. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8296,45 punti, in progressione dell'1,66% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha guadagnato l'1,64% a 8173,20 punti.

In tutte le piazze europee la mattinata era partita negativa sulla scia dell'incertezza generata dall'esito del voto ellenico. Si è però poi fatta largo l'idea che la vittoria di Syriza non rappresenti una sorpresa e che sia quindi già stata "digerita" dai mercati.

Gli investitori sono quindi tornati a rivolgere l'attenzione alla nuova liquidità che arriverà sul mercato con gli acquisti di titoli di stato da parte della Banca centrale europea. Buone nuove sono giunte anche sul fronte congiunturale, con l'indice Ifo che misura la fiducia delle imprese tedesche salito in gennaio oltre le attese.

In Svizzera è stato registrato anche un leggero indebolimento del franco, con l'euro tornato a salire sopra 1,01 franchi. A tutti è comunque chiaro che l'Eurozona rimane confrontata con problemi importanti, ciò che si tramuta in un'insicurezza di fondo. Questo ha messo le ali a valori difensivi quali Nestlé (+1,17% a 69,20 franchi) e - soprattutto - Novartis (+1,75% a 87,00 franchi) e Roche (+2,45% a 255,10 franchi). I corsi dei due gruppi farmaceutici, che presenteranno i loro dati 2014 questa settimana, hanno subito pesantemente l'impatto dell'abolizione del cambio minimo euro/franco.

Bene orientati sono apparsi pure i bancari UBS (+1,64% a 15,52 franchi), Credit Suisse (+0,88% a 19,54 franchi) - che secondo la stampa domenicale starebbe valutando un nuovo programma di risparmi - e Julius Bär (+1,39% a 37,82 franchi), come pure gli assicurativi Swiss Re (+0,81% a 81,05 franchi) e Zurich (+1,32% a 300,10 franchi).

In positivo si sono mossi, pur con accenti diversi, anche i titoli maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (+1,95% a 17,82 franchi), Adecco (+1,60% a 66,65 franchi), Geberit (+0,65% a 311,30 franchi) e Holcim (+1,45% a 63,15 franchi). A SGS (+4,16% a 1702,00 franchi) è riuscito il rimbalzo, dopo essere apparsa debole la settimana scorsa in seguito alla presentazione dei conti 2014.

Nel segmento del lusso in netta controtendenza rispetto a Richemont (+2,43% a 76,00 franchi) ha terminato Swatch (-1,48% a 360,60 franchi), dopo che il numero uno Nick Hayek in un'intervista ha fatto sapere che il rafforzamento del franco non cambia nulla nella strategia di fondo del gruppo, in particolare riguardo al mantenimento della produzione svizzera. Inoltre Morgan Stanley ha cambiato la sua raccomandazione.

La sempre volatile Transocean (+2,76% a 14,50 franchi) si è una volta ancora resa protagonista di una seduta sulle montagne russe: dopo aver aperto arretrando del 3% ha avviato uno spettacolare recupero. Completano il quadro delle blue chip Actelion (+2,37% a 99,25 franchi), Givaudan (+0,95% a 1698,00 franchi), Syngenta (+1,64% a 291,90 franchi) e Swisscom (+1,42% a 535,50 franchi).

Nel mercato allargato l'attenzione era concentrata su Sika (+2,08% a 2989,00 franchi): il consiglio di amministrazione ha fatto sapere che intende limitare al 5% i diritti di voto della holding famigliare Schenker-Winkler (SWH), evitando in tal modo la vendita dell'azienda al gigante francese Saint-Gobain. Starrag (+0,46% a 54,25 franchi) ha informato sull'andamento degli affari, mentre Crealogix (-0,47% a 96,05 franchi) ha annunciato un'acquisizione. Il via libera alla conversione in azioni di un prestito da parte dell'assemblea dei creditori di Cytos (+21,88% a 0,39 franchi) ha dato un'accelerazione al titolo, peraltro scambiato a livelli molto bassi.

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SDA-ATS