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I timori legati a un'escalation della crisi ucraina ha spinto al ribasso la Borsa svizzera, che ha chiuso le contrattazioni con l'indice SMI dei titoli guida in calo dello 0,55% a 8'622.23 punti, mentre l'indice complessivo SPI è arretrato dello 0,51% a quota 8'533.40.

I dati, inaspettatamente buoni, in provenienza dagli Stati Uniti non hanno convinto più di tanto gli investitori, che in considerazione dell'instabilità geopolitica sono rimasti molto cauti. Oggi è stato reso noto che l'economia americana ha accelerato nel secondo trimestre, con il pil che è salito del 4,2%, a fronte del +4% della prima stima, un dato che è andato oltre le attese degli analisti.

Ad eccezione di Swisscom, rimasta incollata sulle quotazioni di ieri (a 534.00 franchi) il clima sfavorevole ha trascinato verso il basso tutte le blue chip, con Credit Suisse che ha perso l'1,94% (a 25.73 franchi), Julius Bär lo 0,95% (a 40.79 franchi) e UBS lo 0,67% (a 16.34 franchi).

Tra i pesi massimi del listino il gigante dell'alimentare Nestlé ha ceduto lo 0,49% (a 70.55 franchi) e in sostanziale arretramento sono risultate pure Novartis (-0,36% a 82.00 franchi) e Roche (-0,41% a 267.10 franchi). I titoli ciclici come Holcim e Geberit e quelli del lusso come Swatch e Richemont hanno accusato cedimenti compresi tra lo 0,5% e l'1%.

Sul mercato allargato hanno oggi informato sui risultati semestrali Baloise (+2,57%), Bobst (+2,12%) e Valora (-0,70%).

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SDA-ATS