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Fiaccata dai realizzi di guadagno la borsa svizzera ha chiuso in ribasso una giornata trascorsa quasi interamente in territorio negativo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8045,54 punti (-0,79% rispetto a ieri), il listino globale SPI a 7664,47 punti (pure -0,79%).

In primo piano figurava oggi il sondaggio Adp sui nuovi posti di lavoro negli Usa, risultati più numerosi del previsto. Il rapporto è considerato importante perché fornisce preziose indicazioni sulle cifre ufficiali relative all'impiego che saranno pubblicate venerdì. Queste sono a loro volta rilevanti nel determinare la politica monetaria della Federal Reserve. In materia di tassi vi è inoltre grande attesa per la riunione di domani dalla Banca centrale europea: alla luce della ripresa ancora stagnante c'è chi non esclude un ulteriore taglio del costo del denaro.

La paura del tapering - la progressiva riduzione degli stimoli monetari - ha però portato molti investitori a incassare i profitti realizzati finora. Secondo gli operatori si tratta ora di vedere se le ultime sedute siano da considerare l'inizio di una generale correzione al ribasso dei corsi o se, al contrario, offriranno nuovi spunti per un rientro sul mercato di chi finora è rimasto a guardare a bordo campo.

Nel frattempo l'SMI è sceso oggi a un minimo di circa 8025 punti, vale a dire ai livelli di metà ottobre. La performance del mercato dall'inizio dell'anno rimane però ragguardevole: è attualmente pari al 18%.

Per quanto riguarda i singoli titoli non hanno avuto un orientamento univoco i bancari UBS (+0,48% a 16,79 franchi), che è sfuggita alle sanzioni Ue per lo scandalo Libor, Credit Suisse (-0,49% a 26,42 franchi) e Julius Bär (+0,98% a 41,29 franchi). Hanno mancato il rimbalzo, dopo le difficoltà di ieri, Swiss Re (-0,13% a 78,30 franchi) e Zurich (-0,97% a 244,70 franchi).

Vendite sono state segnalate sui valori maggiormente sensibili alla congiuntura quali ABB (-0,27% a 22,50 franchi), Adecco (-1,91% a 66,60 franchi), Geberit (-1,35% a 256,50 franchi) e Holcim (-0,86% a 63,60 franchi), come pure - nel segmento del lusso - su Swatch (-0,52% a 574,50 franchi) e Richemont (-1,18% a 88,25 franchi).

Tutti in negativo hanno terminato anche i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,69% a 64,50 franchi), Novartis (-0,70% a 70,65 franchi) e Roche (-1,65% a 244,60 franchi). In controtendenza si è mossa la sempre volatile Transocean (+0,33% a 45,38 franchi).

Nel mercato allargato giù Phoenix Mecano (-2,11% a 534,00 franchi), che ha fornito previsioni sull'esercizio 2014, e Bobst (-5,39% a 30,70 franchi), le cui stime per l'anno in corso hanno deluso. Barry Callebaut (+1,69% a 1025,00 franchi) ha approfittato per contro di una raccomandazione di Vontobel.

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SDA-ATS