Navigation

Borsa svizzera chiude in ribasso, SMI -1,42%

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 maggio 2011 - 17:45
(Keystone-ATS)

Inizio di settimana in ribasso per la borsa svizzera: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 6437,82 punti (-1,42% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI ha perso l'1,47% a 5924,71 punti.

Sotto pressione per tutta la seduta sono stati i bancari UBS (-2,15% a 15,90 franchi), Credit Suisse (-1,31 a 36,03 franchi) e Julius Bär (-2,15% a 37,37 franchi): quest'ultimo istituto ha annunciato di aver ottenuto l'autorizzazione di investire direttamente in Cina.

In netto calo pure il segmento assicurativo, a partire da Swiss Re (-3,30% a 49,80 franchi) e Zurich (-2,31% a 223,70 franchi), come pure tutti i titoli legati alla congiuntura, da ABB (-1,87% a 22,60 franchi) a Holcim (-3,24% a 65,70 franchi) passando per Adecco (-2,96% a 55,65 franchi). Ancora più in difficoltà - nonostante una raccomandazione di Goldman Sachs - è apparsa Richemont (-3,41% a 53,85 franchi) e anche Swatch (-2,03% a 419,60 franchi) ha perso ulteriore terreno nel finale. Fra i titoli più negativi figura pure Transocean (-3,27% a 59,25 franchi).

La discesa verso il basso è stata in parte frenata da Nestlé (-0,27% a 54,50 franchi), grazie anche a un'intervista sulla stampa domenicale del presidente del consiglio di amministrazione Peter Brabeck, che ha accennato a un possibile nuovo programma di riacquisto di azioni. Gli altri due difensivi di peso, Novartis (-1,20% a 53,45 franchi) e Roche (-1,61% a 146,40 franchi) poco hanno potuto contro la corrente generale. Actelion (-0,96% a 44,52 franchi) ha almeno inizialmente approfittato di risultati promettenti per un nuovo farmaco contro il raffreddore da fieno.

Nel mercato allargato ha chiuso in forte calo - ma ampiamente sopra i minimi di giornata - Swissmetal (-4,76% a 6,00 franchi), che ha comunicato l'intenzione di cercare nuovi fonti di finanziamento e ha perciò rinviato l'assemblea generale. L'eruzione del Grímsvötn ha fatto tornare il pensiero alla paralisi dei cieli europei registrata un anno fa a causa della nube di cenere provocata dal "cugino" Eyjafjöll: a farne le spese sono stati i titoli particolarmente esposti al trasporto aereo come Kuoni (-3,05% a 349,75 franchi) e Dufry (-3,80% a 109,00 franchi).

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?