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Borsa svizzera chiude in rosso, SMI -1,01%

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 gennaio 2012 - 18:07
(Keystone-ATS)

Giornata no per la borsa svizzera, trascinata la ribasso dai titoli farmaceutici. In chiusura, l'indice dei titoli guida SMI si è collocato a 6073,36 punti, in calo dell'1,01%. Negativo anche l'indice allargato SPI che ha ceduto lo 0,91% a 5488,71 punti.

Anche oggi ha predominato l'insicurezza generata della crisi in cui versano diversi Paesi della zona euro. Gli investitori si mantengono prudenti a causa delle incertezze che aleggiano sui negoziati tra la Grecia e i suoi creditori privati. Nemmeno le ottime cifre di Apple sono riuscite a vivacizzare l'atmosfera di attesa che si respira sui mercati europei.

Le vendite su Roche e Novartis hanno condizionato in negativo i listini. Novartis ha chiuso in calo del 2,50% a 50,70 franchi e Roche del 2,79% a 160 franchi. Nel caso di Novartis, il gruppo ha comunicato di aver archiviato il 2011 con un utile netto in calo del 7% a 8,59 miliardi di franchi, su un giro d'affari progredito del 16%. Nel solo quarto trimestre, l'utile ha segnato una contrazione del 47% a 1,21 miliardi di dollari. Tali dati e le mediocri prospettive per il 2012 hanno spinto molti investitori a sbarazzarsi dei titoli Novartis.

Quanto a Roche, il gruppo ha annunciato di voler rilevare la società americana Illumina, specializzata nelle scienze della vita mettendo sul tavolo 5,7 miliardi di dollari. Il Cda dell'azienda Usa studierà l'offerta, ma per operatori citati dalla Reuters è probabile che l'azienda renana dovrà sborsare di più se vuole vincere la partita.

Tra i bancari, UBS ha invertito la rotta rispetto alla mattinata, finendo in crescita dello 0,47%, mentre il Credit Suisse ha chiuso in calo dello 0,86%. Bene Julius Baer, cresciuta dell'1,91%. Tra gli assicurativi, ZFS ha perso lo 0,18% e Swiss Re l'1,72%.

Sul mercato allargato, Lonza ha ceduto il 13,15%. Il produttore di sostanze chimiche e biotecnologiche ha realizzato un utile netto di 154 milioni di franchi, in calo del 45,8% su un anno. I risultati deludenti hanno avuto subito conseguenze: il CEO Stefan Borgas è stato licenziato e sostituito ad interim dal presidente del Cda Rolf Soiron.

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