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La Borsa svizzera ha chiuso le contrattazioni odierne sotto la soglia della parità con l'indice SMI dei titoli guida a 8'635.61 punti, in flessione dello 0,12%, mentre l'indice allargato SPI è sceso leggermente dello 0,07% a quota 8'493.73.

Al centro dell'attenzione vi è stata Credit Suisse che questa notte ha messo fine ad una annosa controversia fiscale con gli Stati Uniti, dichiarandosi colpevole di aver cospirato per aiutare facoltosi clienti americani ad evadere le tasse e accettando di pagare una super multa di 2,6 miliardi di dollari.

I mercati hanno accolto la notizia favorevolmente e il titolo Credit Suisse ha chiuso in crescita dell'0,96% (a 26.32 franchi) dopo un massimo di quasi il 3% a inizio seduta. Gli operatori, alla luce delle rivelazioni di stampa degli scorsi giorni, hanno fatto sapere che l'intesa non ha per nulla rappresentato una sorpresa e l'entusiasmo è stato quindi contenuto.

La concorrente UBS ha seguito, ma a distanza, il movimento al rialzo (+0,17% a 17.64 franchi), ma non Julius Bär, che ha fatto un tonfo dell'1,37% (a 39.67 franchi).

Il listino è stato frenato dai pesi massimi difensivi: Nestlé ha lasciato sul terreno lo 0,35% (a 70.55 franchi), Novartis lo 0,38% (a 79.40 franchi) e Roche lo 0,89% (a 266.10 franchi).

Tra le società più esposte ai cicli economici, sono risultate di segno più ABB (+0,43% a 21.15 franchi) e Holcim (+1,23% a 78.20 franchi), ma non Adecco che è scivolata all'indietro dello 0,21% (a 70.75 franchi). Nel segmento del lusso hanno decisamente allungato il passo Swatch (+1,03% a 539.00 franchi) e soprattutto Richemont (+1,76% a 92.65 franchi).

Sul mercato allargato Sonova, che oggi ha presentato risultati annuali in netta crescita, conformi alla attese, ha guadagnato l'1,97% (a 134,5 franchi).

SDA-ATS