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La Borsa svizzera ha chiuso in calo una settimana difficile a causa della crisi greca. L'indice principale SMI ha ceduto lo 0,54% a 8'912.84 punti, quello allargato lo 0,49% a 9'047.09 punti.

In vista del referendum in Grecia di domenica gli investitori non vogliono correre rischi, rilevano gli operatori. La seduta si è rivelata tranquilla anche perché non vi erano notizie aziendali e macroeconomiche di rilievo e perché Wall Street è oggi chiusa in vista della festa dell'indipendenza che ricorre domani.

Sul listino principale hanno pesato soprattutto i titoli massimi difensivi, con Nestlé in contrazione dello 0,58% a 68.60 franchi, Novartis dello 0,91% a 93.05 franchi e Roche dello 0,49% a 265.10 franchi. In flessione i bancari UBS (-0,73% a 20.41 franchi) e Julius Bär (-1,03% a 52.80 franchi), mentre Credit Suisse è salita dello 0,22% a 27.06 franchi. Gli assicurativi Zurich e Swiss Re hanno perso rispettivamente lo 0,65% a 288.90 franchi e lo 0,36% a 83.45 franchi.

In calo anche i titoli più esposti alle variazioni congiunturali: ABB segna una flessione dello 0,66% a 19.55 franchi, Holcim dello 0,49% a 70.55 franchi e Adecco dello 0,33% a 76.50 franchi. Fa eccezione Geberit (+0,26% 314.20 franchi), nel giorno in cui la Commissione della concorrenza ha inflitto una multa di complessivamente 80 milioni ai membri di un cartello di grossisti di impianti sanitari cui il gruppo sangallese non ha partecipato. Contrastato il lusso, con Richemont scesa dello 0,78% a 76.50 franchi mentre Swatch è cresciuta dello 0,11% a 370.60 franchi.

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SDA-ATS