Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Voci insistenti su un possibile aumento dei tassi di riferimento negli Stati Uniti da parte della Fed già in giugno, e non solo in settembre, hanno depresso oggi l'umore delle Borse, Zurigo compresa.

In chiusura, l'indice SMI dei titoli guida ha ceduto lo 0,82% a 7908,79 punti. L'indice completo SPI ha terminato a 8571,04 punti, in contrazione dello 0,61%.

Stando a voci di mercato, che si basano sulle minute pubblicate dell'ultimo incontro della Fed, cresce la probabilità che già in giugno si procederà a un aumento dei tassi di riferimento per stabilizzare la crescita negli Stati Uniti. A deprimere l'atmosfera ci hanno pensato inoltre dati non proprio entusiasmanti provenienti da questo paese sulla disoccupazione.

La possibilità che la Fed proceda a un'ulteriore correzione ha fatto contente in parte le banche; una simile mossa farà aumentare le possibilità di fare affari e di guadagnare di più. UBS ha quindi chiuso in crescita dell'1,11% a 14,58 franchi e Julius Bär dello 0,30% a 40,76 franchi. In controtendenza Credit Suisse, che ha ceduto il 2,92% a 13,28 franchi.

È di oggi la notizia che la seconda maggiore banca elvetica è accusata dalla città di Boston di aver manipolato i prezzi sul mercato obbligazionario americano, in particolare nel settore dei prestiti SSA, ossia emessi dalle amministrazioni e dalle varie autorità. Tra gli altri istituti sospettati figurano la banca giapponese Nomura, Bank of America e Deutsche Bank.

Circa la banca Julius Bär, quest'ultima ha comunicato oggi di aver incrementato al livello record di 305 miliardi di franchi a fine aprile - con un aumento di 6 miliardi rispetto a fine 2015 - i fondi amministrati.

Hanno contribuito ad appesantire i listini le vendite sui titoli difensivi Novartis (-0,94% a 73,75 franchi), Nestlé (-0,89% a 72,25 franchi) e Roche (-1,30% a 242,10 franchi). Sotto pressione anche i titoli ciclici.

Sul mercato allargato, Orascon development ha ceduto il 2,15% a 7,72 franchi. Il gruppo alberghiero e immobiliare ha archiviato il primo trimestre con una perdita netta attribuibile agli azionisti di 26,4 milioni di franchi, a fronte di un utile di 3,4 milioni conseguito nei primi tre mesi del 2015.

Swiss Prime Site, gruppo immobiliare solettese, ha perso lo 0,70% a 84,90 franchi. La più grande società immobiliare elvetica quotata in borsa, ha chiuso il primo trimestre con un utile netto in flessione dell'1,5% su un anno a 53,7 milioni di franchi.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS