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Seduta positiva quella odierna per la Borsa svizzera: l'indice SMI dei principali titoli ha chiuso le contrattazioni a 8'039,89 punti, in rialzo dello 0,98%. Anche l'indice complessivo SPI è salito, dello 0,76% a quota 8'438,22.

I dati incoraggianti dal settore manifatturiero negli Stati Uniti, e la risalita dei prezzi del greggio negli scambi in Asia, hanno stabilizzato l'umore degli investitori e fatto rientrare i timori di una recessione globale. Nemmeno l'avvio in calo di Wall Street ha raffreddato la piazza zurighese.

Quasi tutte le blue chip si sono dimostrate dinamiche e in particolare i bancari: Credit Suisse ha terminato con un +6,70% (a 14,81 franchi), UBS con un +3,18% (a 16,21 franchi) e Julius Baer con un +1,13% (a 42,02 franchi). Spicca anche la volatile Transocean, molto sensibile alle variazioni del prezzo del petrolio, che ha fatto segnare un +7,08% (a 9,30 franchi).

Contrastati invece i pesi massimi difensivi: Nestlé ha perso lo 0,21% (a 71,40 franchi), mentre Novartis (+1,18% a 73,15 franchi) e Roche +1,62% (a 263,80 franchi) hanno guadagnato terreno.

Tra i valori ciclici più esposti alle variazioni congiunturali la migliore prestazione è stata quella de LafargeHolcim (+1,84% a 40,84). Ha chiuso invece in chiaroscuro il segmento del lusso, con Richemont a +0,92% (a 65,50 franchi) e Swatch a -0,23% (a 353,20 franchi).

Sul mercato allargato hanno presentato i conti aziendali Bossard (-4,42% a 99,40 franchi), Bobst (-0,76% a 45,60 franchi) e Kühne+Nagel (-1,20% a 131,40 franchi).

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SDA-ATS