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La borsa svizzera ha chiuso la settimana in territorio positivo con l'indice SMI dei principali titoli in progresso dello 0,50% a quota 9'080,03, mentre l'indice complessivo SPI è avanzato dello 0,47% a 9'083,83 punti.

Oggi è stato annunciato che l'economia americana ha creato 295'000 posti di lavoro in febbraio. Il dato è migliore delle attese degli analisti, che scommettevano su 235'000 impieghi. Il tasso di disoccupazione è calato al 5,5%. L'attesa è ora tutta per la Fed, che si riunirà il prossimo 17-18 marzo e che potrebbe aprire definitivamente la porta a un aumento dei tassi di interesse quest'anno.

Sulla piazza zurighese - all'indomani della volata sull'effetto Draghi che lunedì darà il via all'acquisto dei titoli di Stato dell'Eurozona - sono risultati in progressione i bancari, con UBS che ha guadagnato l'1,22% (a 17,36 franchi) e Julius Bär il 2,05% (a 45,70 franchi). Più modesta la performance di Credit Suisse (+0,47% a 23,30 franchi).

Tra i pesi massimi difensivi ha allungato il passo Roche (+1,52% a 260,00 franchi), negoziata ieri senza la cedola del dividendo. In territorio positivo pure il colosso dell'alimentare Nestlé (+0,40% a 76,15), mentre è scivolata Novartis (-0,10% a 96,20 franchi).

Tutti i valori più sensibili ai cicli congiunturali hanno evidenziato il segno più, in particolare Adecco (+1,08% a 75,15 franchi). Contrastato il segmento del lusso: Swatch ha ceduto leggermente (-0,07% a 425,40 franchi), ma Richemont è avanzata dello 0,59% (a 85,55 franchi).

Sul mercato allargato hanno annunciato i risultati annuali SFS (+0,86% a 70,50 franchi), Starrag (+4,31% a 61,75 franchi) e Zehnder (+1,18% a 43,0 franchi).

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SDA-ATS