Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La Borsa svizzera ha chiuso la settimana con l'indice SMI dei titoli guida in progresso del 2,75% rispetto a ieri, a 8'505,94 punti, mentre l'indice complessivo SPI è salito del 2,52% a quota 8'681,18.

Zurigo ha quindi recuperato, ma solo in parte, le perdite degli scorsi giorni dopo che ieri sera, parlando all'Università del Massachusetts, la presidente della Fed Janet Yellen ha lasciato intendere che un rialzo dei tassi sarà verosimilmente opportuno prima di fine 2015.

"Sarà probabilmente appropriato aumentare i tassi a un certo punto nel corso dell'anno e continuare a farlo in modo graduale con il mercato del lavoro che migliora e l'inflazione che si muove verso il 2%", ha detto la Yellen. Un commentatore ha rilevato che il suo discorso ha attenuato il clima di incertezza che regnava sui mercati dopo che la Fed di recente aveva deciso di non modificare la propria politica monetaria.

I listini zurighesi sono stati spinti verso l'alto dai pesi massimi difensivi, penalizzati dal trend negativo che ha investito la borsa nel corso della settimana: Novartis ha guadagnato il 3,34% (a 91.35 franchi) e Roche il 2,65% (a 251.50 franchi). Bene anche il colosso dell'alimentare Nestlé, che ha allungato il passo del 2,84% (a 72.40 franchi).

Molto tonici i bancari, con Ubs in progressione del 3,78% (a 18.13 franchi), Credit Suisse del 2,74% (a 24.05 franchi) e Julius Bär del 3,38% (a 43.40 franchi). Nel segmento del lusso hanno ripreso vigore sia Swatch (+1,91% a 357.00 franchi), sia e soprattutto Richemont (+3,59% a 75.10 franchi) e nel vortice al rialzo sono stati trascinati anche i valori più sensibili alle variazioni congiunturali, in particolare Adecco (+2,99% a 70.50 franchi).

In controtendenza rispetto all'andamento del mercato solo la volatile Transocean, che è arretrata pesantemente del 3,67% (a 12.59 franchi) dopo voci di un suo presunto coinvolgimento in una vicenda di corruzione in Brasile.

Sul mercato allargato è apparsa in ripresa Schindler (+2,54% a 141.20 franchi): ieri il titolo aveva perso il 6,77% dopo una notizia secondo cui due dirigenti cinesi del gruppo lucernese erano stati fermati in patria per essere interrogati a causa di irregolarità finanziarie ai danni dell'azienda.

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

SDA-ATS