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La borsa svizzera appare fiacca con l'indice SMI dei principali titoli che in fine di mattinata segna una flessione dello 0,17% a quota 8'941.71, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,15% a 9'137.03 punti.

Gli investitori, secondo gli analisti, si mostrano prudenti in attesa di importanti dati macroeconomici riguardanti l'Eurozona, in parte già pervenuti, e gli Stati Uniti. Continua intanto a creare incertezza la porta lasciata aperta dalla Fed a un eventuale aumento dei tassi entro la fine dell'anno.

Sulla piazza zurighese sono in leggero progresso UBS (+0,25%) e Julius Bär (+0,14%), mentre cede terreno Credit Suisse (-0,32%): oggi il secondo istituto svizzero ha annunciato di aver costituito nel terzo trimestre nuovi accantonamenti pari a 280 milioni di franchi per far fronte a dispute giuridiche riguardanti casi ancora irrisolti quali lo scandalo Libor. Nel suo rapporto finanziario Credit Suisse afferma anche di essere stata contattata dalle autorità svizzere e americane nell'ambito delle vicende di corruzione che hanno investito la FIFA.

Tra i pesi massimi difensivi il colosso dell'alimentare Nestlé sta perdendo lo 0,53%, mentre contrastante è l'andamento dei farmaceutici: Novartis arretra dello 0,17% e Roche guadagna, seppur di pochissimo (+0,07%). Meglio (+0,22%) fa la società biotecnologica Actelion.

Swiss Re, che ieri ha annunciato risultati sui nove mesi in forte crescita, segna un progresso dello 0,54%. Sul fronte dei valori più sensibili ai cicli congiunturali scivola all'indietro solo LafargeHolcim (-0,81%).

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SDA-ATS