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Borsa svizzera in flessione su timori Eurolandia, SMI -1,62%

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2011 - 18:09
(Keystone-ATS)

Il timore che anche l'Italia possa finire nel vortice della crisi debitoria che ha messo in ginocchio la Grecia ha condizionato oggi pesantemente gli scambi sulle principali borse europee, svizzera non esclusa. Dopo essere scesi di oltre il 2% nel tardo pomeriggio, i listini hanno recuperato un po' di terreno sul finale. In chiusura, l'indice principale SMI ha perso l'1,62% a 6053,00 punti. Sul mercato allargato, l'SPI ha ceduto l'1,77% a 5560,06 punti.

Sotto pressione soprattutto i titoli bancari ed assicurativi. Il Credit Suisse ha perso il 2,83% a 30,94 franchi e UBS il 3,12% a 14,27 franchi. Stando ad operatori citati dalla Reuters, l'Italia rappresenta un importante mercato - molto più importante rispetto alla Grecia - per l'economia elvetica, in particolare per banche ed assicurazioni. L'altro bancario, Julius Bär, ha subito un calo del 2,71% a 33,38 franchi.

Credit Suisse vantava a fine marzo crediti nei confronti di vari soggetti italiani - pubblici e privati - pari a 4,2 miliardi di euro. Buona parte di questi rischi sono assicurati. Con lo Stato italiano il rischio della banca ammonta a 300 milioni di euro. A fine 2010, l'esposizione lorda di UBS ammontava a 2,8 miliardi, dopo i 7,8 miliardi di fine 2009. Al netto, il rischio di UBS ammonta a 395 milioni di franchi.

Sul fronte degli assicurativi, ZFS è arretrato del 3,37% a 200,80 franchi e Swiss Re del 2,17% a 46,08 franchi. In flessione, anche se più contenuta, i titoli difensivi. Novartis ha ceduto l'1,06% a 51,50 franchi, Roche lo 0,88% a 135 franchi e Nestlé lo 0,76% a 52,20 franchi. Circa il gigante alimentare vodese, è di oggi l'annuncio che la società ha concluso un accordo di partenariato con la Hsu Fu Chi rilevando il 60% dell'impresa cinese. Per la transazione la multinazionale elvetica sborserà 1,4 miliardi di franchi.

Quanto a Novartis, il CEO Joe Jimenez ha detto che l'azienda ha quale priorità la riduzione del debito di 22 miliardi di dollari, aumentato dopo l'acquisizione per 50 miliardi di Alcon. Tuttavia, sul fronte delle liquidità la situazione è tranquilla.

Unico titolo in positivo del listino principale è stato Lonza (+0,90% a 67,40 franchi). Il gruppo chimico basilese vuole rilevare l'americana Arch Chemicals per 1,25 miliardi di franchi. L'impresa, con sede nel Connecticut, impiega circa 3000 persone e genera vendite annue dell'ordine di un miliardo di dollari.

Tra i titoli ciclici spicca il -3,18% a 21,30 franchi di ABB. Oggi il gruppo elvetico-svedese ha annunciato l'acquisizione della ticinese Trasfor. La società con sede a Molinazzo di Monteggio ha in organico circa 380 persone e nel 2010 ha registrato un volume d'affari di 130 milioni di dollari. Tra gli altri ciclici, Holcim ha chiuso in flessione del 2,31% a 59,30 franchi.

Sul mercato allargato, Barry Callebaut ha ceduto l'1,2% a 847 franchi. L'azienda ha ceduto il gruppo tedesco Stollwerck, che riunisce le attività rivolte al commercio al dettaglio in Europa, alla società belga Baronie. Stollwerck comprende fra l'altro la fabbrica di cioccolato Alprose di Caslano, tre unità di produzione in Germania, una in Francia e una in Belgio.

Intanto l'euro ha segnato un nuovo minimo storico rispetto al franco, sceso oggi per la prima volta al di sotto della soglia di 1,17 franchi. Secondo le rilevazioni di Swissquote la valuta unica è scesa fino a 1,1672 franchi.

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