Dopo una mattinata attorno alla parità gli indici della Borsa svizzera sono ormai orientati chiaramente al ribasso. Alle 15.15 l'SMI perde l'1,21% a 9'668.23 punti, l'SPI l'1,13% a 11'759.90 punti.

Sul mercato si fa riferimento ai deboli dati congiunturali dalla Cina e dalla Germania. Inoltre, per la prima volta dal 2007, il tasso dei treasuries statunitensi a dieci anni scende sotto quello dei titoli a due anni. Inversione della curva dei rendimenti anche per i titoli di stato inglesi, per la prima volta dal 2008. Sul morale degli investitori pesano anche i disordini a Hong Kong e la crisi di governo in Italia.

Tra le blue chip sotto pressione soprattutto il lusso - Swatch -3,60% e Richemont -2,34% - sulla scia degli sviluppi in Cina e a Hong Kong e i bancari, con UBS, scivolata per la prima volta da sette anni sotto i 10 franchi, in calo del 3,51% e Credit Suisse del 3,05%. Pesanti pure i ciclici: Adecco perde il 3,70%, LafargeHolcim il 2,17%, ABB l'1,80%, Geberit l'1,75% e Sika l'1,71%.

Male anche gli assicurativi, con Zurich che cede l'1,65%, Swiss Life l'1,57% e Swiss Re l'1,28%. Tra gli altri titoli SGS lascia sul terreno il 2,04%, Lonza l'1,51%, Givaudan l'1,38%, Swisscom l'1,17% e Alcon l'1,02%. Solo i pesi massimi difensivi perdono meno di un punto percentuale: Nestlé lo 0,11%, Novartis lo 0,51% e Roche lo 0,95%.

Tra le aziende quotate sul listino allargato che hanno presentato oggi i risultati semestrali Straumann avanza dello 0,25%, Ascom dello 0,98% mentre Schindler perde il 6,24% e VZ Holding lo 0,85%. Cham Group, che oltre alle cifre ha reso noto il ritiro dalla Borsa e un programma di riacquisto di azioni, cresce dell'1,62% mentre il gruppo immobiliare Hiag, che ha sospeso lo sviluppo di una propria piattaforma multi-cloud, cede il 6,32%.

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