All'indomani della decisione sui tassi della Fed la mattinata prosegue al ribasso alla borsa svizzera: alle 11.05 l'indice dei valori guida SMI segnava 8751,57 punti, in flessione dell'1,11% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI perdeva lo 0,99% a 8926,02 punti. Il fatto che la Federal Reserve abbia rinunciato ad aumentare il costo del denaro non ha entusiasmato i mercati. Al contrario, quella che viene chiamata una "non-decision" è vista come fonte di incertezza, perché ancora una volta rimangono poco chiari i tempi del rientro dalla politica monetaria ultraespansiva praticata dalla banca centrale.

Lo sguardo si sposta quindi sull'andamento dell'economia negli Usa, in Cina e a livello globale. Stando a un operatore il nervosismo in tal modo aumenta, perché si tende ad inseguire ogni dato congiunturale che viene pubblicato.

Nella seduta odierna la volatilità è favorita inoltre dal fatto che oggi è il cosiddetto "giorno della streghe": quattro volte all'anno - il penultimo venerdì alla fine di ogni trimestre - scadono infatti futures e opzioni su indici e azioni, ciò che provoca spesso un aumento degli scambi e sbalzi non indifferenti.

Per quanto riguarda i singoli titoli in difficoltà sono i bancari UBS (-2,86%), Credit Suisse (-3,34%) e Julius Bär (-1,80%). Male orientati si presentano anche i valori maggiormente esposti ai cicli congiunturali come ABB (-2,38%), Adecco (-2,73%), Geberit (-0,71%) e LafargeHolcim (-1,54%).

Fra i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,20%) e Roche (-0,46%) contengono meglio le perdite di Novartis (-1,11%), che da parte sua si è vista autorizzare in Svizzera il farmaco Entresto. Unico titolo in controtendenza è Swisscom (+0,14%).

Nel mercato allargato Plazza (invariata) ha fornito precisazioni su risultati semestrali già noti. Ha informato sull'andamento degli affari anche BVZ (+1,49%).

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