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La commissione delle sanzioni della SIX Swiss Exchange, la Borsa svizzera, ha inflitto una multa di due milioni di franchi al fabbricante di apparecchi acustici Sonova per violazione dell'obbligo di pubblicazione, in relazione all'avvertimento sugli utili emesso in ritardo.

Quest'ultimo avrebbe dovuto essere diffuso al più tardi il 4 marzo 2011, invece lo ha fatto il 16 marzo, si legge in una nota odierna della SIX. La tardiva pubblicazione costituisce un'infrazione alle norme vigenti. Nonostante non condivida tutte le motivazioni, Sonova accetta la decisione, ha comunicato la ex Phonak. "Sono contento che l'inchiesta (iniziata nel maggio 2011) sia conclusa", ha dichiarato Robert Spoerry, presidente del consiglio di amministrazione. La multa non incide sui risultati, dato che erano già stati effettuati accantonamenti nell'esercizio 2010/11.

Per determinare l'ammontare della sanzione, "la Commissione ha tenuto conto della gravità dell'accaduto, della vulnerabilità di Sonova Holding di fronte alla sanzione stessa e del fatto che negli ultimi tre anni la società non aveva subito alcuna sanzione", ha indicato SIX.

In relazione a questa vicenda il Ministero pubblico zurighese ha cessato la sua indagine connessa a un eventuale reato di insider contro l'ex responsabile finanziario di Sonova, Oliver Walker. Questi ha venduto le sue opzioni prima di essere a conoscenza del fatturato, ha indicato all'ats una portavoce della Procura zurighese.

Sono invece ancora pendenti le inchieste avviate l'8 aprile 2011 nei confronti del co-fondatore ed ex presidente del consiglio di amministrazione Andy Rihs, e nei confronti dell'ex direttore generale Valentin Chapero. I due dirigenti avevano ceduto un grosso pacchetto azionario nei giorni precedenti un avvertimento sul risultati, incamerando così sostanziosi utili.

La vicenda era sfociata nella partenza immediata di Chapero e di Walker, così come nelle dimissioni di Andy Rihs dalla presidenza (era però rimasto nel consiglio di amministrazione). Rihs si era difeso affermando di non aver commesso alcun reato cedendo 300 mila azioni per un totale di 37,5 milioni di franchi. Un'indagine interna al gruppo aveva però messo in luce numerose disfunzioni.

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SDA-ATS