La Borsa svizzera, incapace stamane di assumere un orientamento preciso, sembra finalmente decollare nel pomeriggio. Alle 15.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 9348,45 punti, in progressione dello 0,31% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI guadagnava da parte sua lo 0,25% a 9486,50 punti.

Il mercato, confrontato con una certa carenza di impulsi, ha reagito positivamente alla pubblicazione della richieste di sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti, che nell'ultimo mese sono calate a 266'250 unità, ai minimi dall'aprile del 2000.

Tra le blue chip spicca Transocean (+1,99%): la società - proprietaria di Deepwater Horizon, la piattaforma di cui Bp aveva il lease responsabile della marea nera del 2010 - ha annunciato oggi che pagherà 211 milioni di dollari ad aziende e singoli individui per i danni subiti nell'incidente, che aveva causato la morte di 11 persone.

Tra i bancari gli occhi sono ancora puntati su UBS (-0,73%), dopo la conclusione lungamente attesa della vertenza negli Usa relativa alle manipolazioni di tassi di cambio e libor. Ieri il titolo aveva reagito in maniera estremamente positiva all'accordo con la giustizia americana, oggi si sta riassestando, secondo gli analisti.

Contrastati gli altri due bancari, con Credit Suisse a -0,24% e Julius Bär a +1,27%. Unanimità di vedute invece nel comparto assicurativo, con Swiss Re (+0,06%) e Zurich (+0,79%).

In ordine sparso si presentano i valori maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (+0,44%), Adecco (-0,20%), Holcim (-0,13%) e Geberit (+0,38%). Quasi alla stessa andatura si muovono invece, nel segmento del lusso, Swatch (-0,80%) e Richemont (+0,81%).

Hanno, infine, accelerato nel pomeriggio i pesi massimi Nestlé (ora invariato), Roche (+0,40%) e soprattutto Novartis (+0,77%).

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