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La borsa svizzera ha avviato le contrattazioni in ribasso con l'indice SMI dei titoli guida che dopo i primi scambi segna una flessione dello 0,73% a 8.561,70 punti, mentre l'indice complessivo SPI cede lo 0,60% a quota 8.835,66.

Tutte le blue chip sono di segno negativo, ad eccezione di Syngenta (+5,38%) dopo speculazioni di un possibile avvicinamento con altre società, favorite dalle voci di una mega fusione tra Dow Chemical e DuPont, le due principali aziende chimiche americane.

Per il gruppo agrochimico basilese avrebbe manifestato nuovamente interesse il gruppo cinese ChemChina, che stando a quanto scrive il portale di informazioni Benzinga sarebbe disposto a sborsare 44 miliardi di franchi cash, con un premio del 30% rispetto alle quotazioni di Syngenta di ieri.

Avvio di seduta negativo anche a Parigi (Cac40 -0,49% a 4.614 punti), Francoforte (Dax -0,40% a 10.551 punti), Milano (Ftse Mib -0,44% a 21.410 punti) e Londra (Ftse100 -0,49% a 6.096 punti).

Stamane Tokyo ha terminato le contrattazioni con il segno meno, con l'indice Nikkei in calo dell'1,3% a 19.046,55 punti. A pesare è stato il rialzo dello yen sul dollaro che ieri ha toccato il massimo da tre mesi.

Chiusura in forte calo, ieri sera, anche per Wall Street, col Dow Jones che ha perso lo 0,43% a 17.493,04 punti e il Nasdaq l'1,48% a 5.022,87 punti. Male anche l'indice S&P500 che ha ceduto lo 0,77% a 2.047,66 punti.

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SDA-ATS