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Dopo essersi invigorita sul mezzogiorno, la Borsa svizzera è tornata a muoversi poco sopra la linea di demarcazione. Alle 15.25 l'SMI sale dello 0,16% a 9'404,63 punti, l'SPI dello 0,18% a 9'529,86 punti.

I dati pubblicati poco fa riguardo al Pil americano nel secondo trimestre - salito del 2,3% ma inferiore alle attese - e sulle richieste di disoccupazione negli Stati Uniti - cresciute di 12'000 unità a 267'000, meno del previsto - non hanno influenzato granché il mercato.

Tra le blue chip resta sotto i riflettori Swiss Re, che ha pubblicato oggi i risultati semestrali. Le cifre del secondo trimestre sono inferiori alle attese degli analisti e il titolo del riassicuratore perde l'1,64%.

Ancora in calo anche LafargeHolcim (-0,52%), che aveva presentato le sue cifre ieri, così come Adecco (-0,37%), mentre sono in netto rialzo gli altri due ciclici: Geberit avanza del 2,20%, ABB dell'1,35%.

Contrastati anche i bancari, con Credit Suisse che sale del 2%, UBS dello 0,77% e Julius Bär che invece perde lo 0,37%. Senza chiara tendenza nemmeno i pesi massimi difensivi: mentre Nestlé cresce dello 0,14% i due colossi farmaceutici Novartis e Roche cedono rispettivamente lo 0,20 e lo 0,54%.

Nel mercato allargato, tra le molte aziende che hanno reso noto il loro andamento degli affari APG SGA avanza del 2,12%, Clariant dell'1,12%, Dufry dello 0,61% e Bobst dello 0,12%, mentre Bucher Industries cede il 3,82%. Basilea crolla del 13,27% dopo un insuccesso nella fase III dello studio clinico relativo all'Isavuconazol contro le candidosi.

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SDA-ATS