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La borsa svizzera rimane debole con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore dalla chiusura segna una flessione dell'1,59% a quota 8'782.93 , mentre l'indice complessivo SPI arretra dell'1,53% a 9'016.49 punti.

Gli ordini di vendita riguardano tutte le borse europee: i mercati azionari, partiti negativi, hanno peggiorato il loro andamento anche in concomitanza con le prime notizie sull'abbattimento di un aereo militare russo al confine tra Turchia e Siria.

La tendenza è proseguita al ribasso anche dopo la pubblicazione dell'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese tedesche, salito inaspettatamente a novembre a 109,0 punti. Poco impatto ha avuto, almeno finora, il dato sul pil americano, cresciuto nel terzo trimestre del 2,1%, in linea con le attese.

Sulla piazza zurighese arranca il segmento del lusso con Richemont che scivola del 3,05% e Swatch che cede il 2,06%. Deboli anche i bancari: Credit Suisse, pur recuperando terreno, arretra dell'1,26%, Julius Bär dell'1,59% e UBS dell'1,32%.

Dal movimento al ribasso non sfugge praticamente nessuno: Syngenta si mantiene comunque a galla con un timido +0,33% e in controtendenza rispetto all'andamento del mercato è pure la volatile Transocean (+1,25%)

Tra i pesi massimi difensivi il colosso dell'alimentare lascia sul terreno l'1,39%. Fanno un deciso passo indietro anche Roche (-2,06%) e Novartis (-1,86%), sebbene quest'ultima società si sia vista omologare in Europa un nuovo farmaco promettente nel trattamento dell'insufficienza cardiaca.

Sul mercato allargato Comet, che ha riveduto al ribasso le previsioni di crescita a causa di un calo della domanda in Asia, sta cedendo il 5,16%. Cicor, che ha annunciato il trasferimento di parte della produzione all'estero, contiene le perdite a -0,40%.

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SDA-ATS