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Partita in rialzo e mantenutasi in positivo per tutta la mattinata, la Borsa svizzera ha ridotto i guadagni nel primo pomeriggio andando, seppur temporaneamente, in territorio negativo in seguito alla pubblicazione dei dati sull'inflazione Usa.

Verso le 15.30 l'indice dei valori guida SMI segnava un+ 0,72% a 8'815,26 punti e quello allargato SPI un +0,60% a 10'150,81 punti.

Poco dopo le 14.30 è stato reso noto che l'inflazione negli Stati Uniti in gennaio è salita dello 0,5%. L'aumento è superiore alle attese degli analisti che scommettevano su un +0,3%. Rispetto a gennaio 2017 i prezzi al consumo sono saliti del 2,1%. Il dato era atteso dagli investitori quale indicatore della futura politica monetaria della Fed.

Sempre nel pomeriggio le vendite al dettaglio negli Stati Uniti in gennaio sono calate a sorpresa dello 0,3%, la flessione maggiore dal febbraio 2017. Il dato è peggiore delle attese degli analisti, che scommettevano su un aumento dello 0,2%.

Sul listino principale, gli occhi sono puntati su Credit Suisse che con un incremento del 2,58% mette a segno la maggiore progressione tra le 20 blue chip, e ciò nonostante oggi abbia annunciato una perdita netta di 983 milioni di franchi. Quanto gli altri due bancari UBS risulta in parità mentre Julius Bär registra un leggero incremento (+0,27%).

Tutti in positivo appaiono i pesi massimi difensivi tra cui spicca Roche che progredisce dell'1,70%, seguita da Nestlé (+0,81%) e Novartis (+0,51%). Quanto agli assicurativi, Swiss Re cresce dell'1,05%, Zurich Insurance dello 0,53% mentre Swiss Life cede lo 0,15%.

Nel lusso Richemont (-0,62%) continua a fare peggio della concorrente Swatch Group (+0,48%). Tutti in progressione invece i titoli ciclici: ABB (+0,53%), Adecco (+1%), Geberit (+0,83%), LafargeHolcim (+0,26%) e Sika (+0,17%).

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SDA-ATS