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Borsa svizzera rimane debole

La Borsa svizzera recupera terreno ma rimane al di sotto della soglia della parità: l'indice SMI dei principali titoli segna in fine di mattinata una flessione dello 0,38% a 8'221,68 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,42% quota 8'479,61.

Sui mercati pesa sempre il crollo del prezzo del petrolio, sceso stamattina a New York sotto la soglia dei 30 dollari al barile.

Stamane i mercati asiatici hanno reagito con nervosismo per le apprensioni di una nuova fuga degli investitori dall'area, in scia a nuove svalutazioni. Shanghai in particolare ha fatto uno scivolone del 6,42%, a nuovi minimi da 13 mesi. Male anche Tokyo, con l'indice Nikkei che è arretrato del 2,75%.

Sulla piazza zurighese la maggior parte delle blue chip sono di segno negativo ad eccezione di Geberit (+0,46%), che approfitta di una raccomandazione favorevole di Credit Suisse, e di Swatch Group, che mette a segno una progressione dell'1,37%.

Oggi è stato reso noto che le esportazioni di orologi nel 2015 sono calate del 3,3%, una dato in linea con le attese degli analisti. Negativa invece la concorrente Richemont (-0,78%).

Tra i pesi massimi difensivi il colosso dell'alimentare Nestlé scivola all'indietro dello 0,48%: male anche i farmaceutici Novartis (-0,12%) e soprattutto Roche (-0,87%). Tra i bancari Credit Suisse cede lo 0,34%, Ubs l'1,27% e Julius Bär l'1,74%.

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