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La Borsa svizzera rimane negativa con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore dalla chiusura segna una flessione dello 0,38% a 8'621,96 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,52% a quota 8'801,48.

Sull'andamento dei mercati pesano le preoccupazioni relative allo sviluppo dell'economia cinese, dopo i dati sull'inflazione a settembre che hanno registrato l'ennesima battuta d'arresto dei prezzi alla produzione.

Quanto ai tassi americani un governatore della Fed ha detto ieri sera in un'intervista di non aspettarsi un aumento quest'anno. "Al momento la mia aspettativa è che, dato lo stato dell'economia, non sarebbe appropriato aumentare i tassi", ha affermato Daniel Tarullo, prendendo così le distanze dalla presidente Janet Yellen, che prevede un rialzo fine dicembre.

Sulla piazza zurighese sono di segno positivo Adecco (+0,14%), Givaudan (+0,06%), SGS (+0,11%), ma anche il segmento del lusso (Swatch +0,43%; Richemont +0,30%). In progressione pure Ubs (+0,48%), mentre scivolano all'indietro Credit Suisse (-0,25%) e soprattutto Julius Bär (-1,30%). Sui finanziari, ma in parte anche sui titoli ciclici, incide negativamente la performance trimestrale di JPMorgan, risultata inferiore alle attese.

Ieri sera l'autorità di vigilanza americana SEC ha peraltro indicato che UBS ha accettato di pagare 19,5 milioni di dollari per mettere fine a un contenzioso negli USA legato a prodotti finanziari complessi.

Tra i pesi massimi difensivi scendono Novartis (-0,34%) e Roche (-0,90%), così come il colosso dell'alimentare Nestlé (-0,53%). Fanalino di coda per il momento è la volatile Transocean (-1,89%), che risente dell'evoluzione del prezzo del petrolio.

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SDA-ATS