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Borsa svizzera rimane orientata al ribasso

La borsa svizzera ha tentato nel pomeriggio di risalire la china, ma dopo un paio di fugaci sortite in territorio positivo è tornata ad orientarsi al ribasso: alle 15.20 l'indice dei valori guida SMI segnava 9399,78 punti, in flessione dello 0,32% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI perdeva lo 0,30% a 9430,83 punti.

Hanno sorpreso i dati trimestrali di JpMorgan, il cui utile (+11%) sopra le stime degli analisti ha fatto girare al rialzo i futures sul Dow Jones. Ora si attendono alcuni dati macro americani. Sullo stesso fronte in mattinata sono giunte indicazioni superiori al previsto per quanto riguarda la produzione industriale nell'Eurozona.

Sul fronte interno l'interesse rimane concentrato su Sika, sospesa sino al termine dell'assemblea degli azionisti che si tiene in queste ore. Negli ultimi scambi il titolo perdeva lo 0,19%, dopo l'annuncio di un fatturato trimestrale più elevato delle attese.

Novità sono giunte pure da una seconda prevista operazione a cavallo della frontiera franco-elvetica: Holcim (+0,07%) e Lafarge hanno infatti reso noti i nomi dei 14 consiglieri di amministrazione che guideranno la nuova entità che dovrebbe nascere dalla prevista - ma anche controversa - fusione.

Fra i bancari rimbalza Julius Bär (+0,97%), sotto pressione ieri, mentre arretrano UBS (-0,37%) e Credit Suisse (-0,18%). Non aiutano il listino i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,20%), Novartis (-0,50%) e Roche (-0,58%).

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Kühne+Nagel (-2,61%), Feintool (-0,30%), Orascom (-0,31%) e Santhera (-2,43%).

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