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La Borsa svizzera prosegue nella spirale negativa, con l'indice SMI dei principali titoli che a due ore dalla chiusura segna una flessione dello 0,92% a 8'770.61 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,89% a quota 9029.29.

L'Eurotower ha prolungato ieri fino a marzo 2017 il programma di quantitative easing, allargandolo alle obbligazioni degli enti locali, ma l'importo degli acquisti mensili è rimasto fermo a 60 miliardi di euro al mese.

Le borse hanno accolto la notizia con delusione e poco effetto, almeno finora, ha avuto il dato sul mercato del lavoro americano. Gli occupati negli Usa sono saliti di 211 mila unità a novembre, mentre il tasso di disoccupazione - calcolato su una diversa base statistica - è rimasto fermo al 5%. Le cifre, per quanto riguarda gli occupati, sono migliori del previsto e il trend rafforza l'ipotesi di un aumento dei tassi da parte della Fed.

Sulla piazza zurighese tutte le blue chip sono di segno negativo. Ancora in difficoltà il segmento del lusso con Richemont che scivola all'indietro del 2,11% e Swatch che arretra del 2,04%.

Tra i bancari Ubs (-0,62%) fa decisamente meglio di Credit Suisse (-2,24%) e di Julius Bär (-3,92%). Il colosso dell'alimentare Nestlé, tra i valori difensivi, scende dell'1,51%. Novartis flette dello 0,87% e Roche dello 0,48%. Tra i valori ciclici il fanalino di coda è LafargeHolcim che lascia sul terreno il 2,50%.

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SDA-ATS