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La borsa svizzera rimane debole con l'indice SMI dei titoli guida che a due ore dalla chiusura segna una flessione dello 0,51% a 7'977,90 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,49% a quota 8'439,02.

Sui mercati pesano i dati macro poco confortanti arrivati dal Giappone e dalla Cina. Il pil giapponese è sceso nel quarto trimestre del 2015 dello 0,3% rispetto al terzo trimestre e dell'1,1% su base annualizzata, ma a preoccupare è soprattutto il tonfo dell'export cinese, crollato a gennaio del 25,4%, anche a causa del fermo delle attività dovuto al capodanno lunare. Qualche impulso proviene dalla risalita del prezzo del petrolio, negoziato attorno ai 40 dollari al barile.

Tutte le blue chip sono di segno negativo, con poche eccezioni: si mantengono infatti a galla solo Richemont (+1,34%, mentre la concorrente Swatch scivola dello 0,22%), Syngenta (+0,27%, Chemchina ha presentato ufficialmente l'offerta d'acquisto per il gruppo agrochimico basilese), Swisscom (+0,10%) e Adecco (+0,16%), che domani illustrerà il bilancio annuale.

Tra i bancari UBS lascia sul terreno l'1,15%, Credit Suisse l'1,36% e Julius Bär lo 0,60%. Trascinano al ribasso i listini i pesi massimi difensivi con il colosso dell'alimentare Nestlé a -0,70%. Fanno leggermente meglio i farmaceutici Novartis e Roche (entrambe a -0,48%).

Sul mercato allargato hanno presentato i risultati aziendali Valora (+3,02%), Mikron (+3,21%), Fentool (-1,11%), Inficon (-2,09%), Huber+Suhner (+1,99%), Goldbach (invariata) e Lindt&Sprüngli (-1,23%).

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SDA-ATS